PESCARA - Riduzione della pressione fiscale a partire dal 2013. E' il piatto forte che approderà oggi sul tavolo del Patto dello sviluppo. Una proposta precisa questa volta, articolata, che l'assessore regionale al bilancio Carlo Masci illustrerà ai sindacati e alle associazioni di categoria proponendo varie ipotesi sull'abbattimento delle addizionali Irap e Irpef. Le risorse disponibili, dopo il risanamento dei conti della sanità, ammontano a 38,14 milioni per il 2012, con una crescita esponenziale per gli anni successivi: 39,69 nel 2013, ancora 39,69 nel 2014, ma con una forte impennata nel biennio successivo per effetto della scadenza delle cartolarizzazioni: 60,64 milioni nel 2015 e ben 81,60 nel 2016.
Queste sono le cifre sulle quali si è lavorato per la rimodulazione al ribasso delle aliquote Irpef e Irap, con tre proiezioni: la prima ipotesi prevede una riduzione delle addizionali con un metodo proporzionale tra le due imposte, che per il 2013 vedrebbe l'aliquota Irap passare dallo 0,92% allo 0,65% (riduzione di 27 euro per 10.000 euro) e l'addizionale regionale Irpef dallo 0,50% allo 0,36% (riduzione di 15 euro per 10.000 euro).
La seconda ipotesi prevede invece una riduzione del 100% delle aliquote Irap e dello 0% dell'addizionale Irpef, che produrrebbe questo risultato: l'Irap passerebbe dallo 0,92% allo 0,39%, con una riduzione di 54 euro per 10.000 euro, mentre l'addizionale Irap rimarrebbe invariata allo 0,50%. La terza ipotesi è di segno totalmente inverso: 0% su Irap e taglio del 100% sull'addizionale Irpef, che passerebbe così dallo 0,50% allo 0,21% (riduzione di 30 euro su 10.000 euro).
A decidere cosa è meglio fare, su una manovra che dovrebbe portare ad un risparmio annuo di circa 147 euro per ogni cittadino, saranno oggi gli attori del Patto per lo sviluppo. Intanto Carlo Masci sottolinea la valenza del risultato raggiunto: «Abbiamo centrato un obiettivo insperato, dopo avere attraversato la tempesta perfetta e condotto in porto la nave sana e salva. Basti pensare che i trasferimenti dallo Stato per le funzioni principali, sono passati da 1.131,99 milioni nel 2008 a 305,61 milioni nel 2011».
L'assessore regionale al bilancio offre anche un'altra riflessione: «Chi governerà nella prossima legislatura troverà una strada in discesa, con 650 milioni di fondi Fas da utilizzare per la fase due dello sviluppo. I primi bandi, per 150 milioni, partiranno già nella prossima settimana».
Camillo D'Alessandro, capogruppo del Pd, l'unico partito di opposizione che siede al tavolo del Patto per lo sviluppo, avanzerà oggi una proposta diversa sull'uso del tesoretto destinato all'abbattimento della pressione fiscale: «E' giusto che la Regione rimetta nelle tasche degli abruzzesi i soldi utilizzati per ripianare i conti della sanità, ma una parte di queste risorse vanno indirizzate sul sociale, l'assistenza ai disabili, la cura dei malati oncologici, le persone più deboli che oggi sono private di servizi essenziali». D'Alessandro ricorda che per coprire le spese per il sociale sono necessari 15 milioni l'anno. La Regione ne ha a disposizione circa la metà: «Chiodi si difende dicendo che in questo settore i trasferimenti dallo Stato si sono ridotti del 99%. Allora bisogna rimboccarsi le maniche». Dunque, per il Pd, 8 dei circa 40 milioni a disposizione per la riduzione delle tasse vanno indirizzati sui piani sociali e l'assistenza.