Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.603



Data: 09/11/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Ricatto delle Province «Nelle scuole termosifoni spenti». La minaccia del presidente dell’Upi perché il governo ha tagliato le spese

Gli studenti degli istituti superiori italiani rischiano un inverno al freddo. Così almeno minaccia Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino che, appena eletto al vertice dell’Upi, l’Unione delle Province italiane, ha subito inviato un messaggio forte al governo: o si ridimensionano i tagli agli enti locali o le giunte sono pronte a spegnere i termosifoni delle scuole e mandare tutti in vacanza per Natale qualche giorno prima. La sfida tra amministratori locali ed esecutivo tecnico ha toccato ieri il momento di maggiore. In un clima già surriscaldato dal riordino voluto da Patroni Griffi, che porterà al cancellamento di 35 Province nelle regioni a statuto ordinario, il dibattito sugli ulteriori tagli ai trasferimenti del governo agli enti locali ha provocato un muro contro muro dalle conseguenze potenzialmente esplosive. La miccia si è accesa durante l’assemblea dei presidenti delle giunte e dei consigli provinciali riunitasi a Roma per eleggere il successore di Giuseppe Castiglione al vertice dell’Upi. La scelta è ricaduta su Antonino Saitta. Che, in quello che può definirsi il «discorso d’insediamento», ha subito alzato il livello dello scontro. «Ora bisogna dire basta. Bisogna aprire uno scontro con gli organi dello Stato: quando vediamo che le lobby si organizzano e vengono ricevute e noi che siamo un pezzo dello Stato no, ciò significa che dobbiamo alzare il tono». «Credo che in questa situazione - ha continuato - dobbiamo assumere un’iniziativa comune in tutte le Province per far capire alle classi dirigenti cosa vuol dire il taglio di 500 milioni per il 2012 e di 1,2 miliardi per il 2013». «Andremo anche al Csm perché ci dica se dobbiamo applicare la legge sull’edilizia scolastica o le restrizioni del Patto di stabilità e andremo anche alla Corte dei Conti». Per adesso, la via «giustizialista» si concretizzerà principalmente nel ricorso al Tar che tutte le Province faranno contro i tagli voluti dal governo. Con l’Upi che si augura abbia miglior sorte di quelli presentati alla Corte Costituzionale sulla legge elettorale provinciale, sui quali la Consulta ha scelto per il momento di non pronunciarsi. Non finisce qui, perché Saitta ha anche annunciato le possibili conseguenze che potrebbero derivare dai tagli del governo: in primo luogo, per l’appunto, lo spegnimento dei riscaldamenti nelle scuole superiori, quelle di competenza provinciale, e l’inevitabile chiusura in anticipo degli istituti in vista delle vacanze di Natale. Un «ricatto» poco gradito dall’esecutivo, almeno ad ascoltare le dichiarazioni al vetriolo del ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi, che si è contratulato con Saitta per l’incarico ma al tempo stesso lo ha invitato ad avere «un comportamento più consono». Salvo poi specificare che il ministro alludeva alla polemica sul riordino delle Province e non a quella sui tagli. I membri dell’Upi si sono quindi riuniti in assemblea permanente a Roma chiedendo un incontro al ministro dell’Economia Vittorio Grilli. Quest’ultimo li ha ricevuti nel pomeriggio alla presenza di Enrico Bondi, commissario per la spending review. Grilli ha aperto sui tagli del 2013 («esamineremo la questione nel dibattito sulla legge di stabilità») ma non ha ceduto sui 500 milioni da «sforbiciare» già quest’anno. Di fatto, il muro contro muro continua con l’Upi che ha deciso di riunirsi nuovamente giovedì prossimo per decidere come dare attuazione alle forme di protesta. Oltre allo spegnimento dei riscaldamenti nelle scuole, si parla anche di nuovi limiti di velocità sulle strade: «Siamo pronti a ridurli a 30 km/h sulle Provinciali che dal prossimo gennaio non dovessero garantire standard di sicurezza minimi - spiega Andrea Pieroni, presidente dell’Upi Toscana - e ciò in conseguenza dell'impossibilità di effettuare la manutenzione su tutta la nostra viabilità». La levata di scudi ha ovviamente provocato reazioni di diverso tipo. All’interno della stessa Upi ci sono stati numerosi distinguo. Si sono ad esempio ufficialmente dissociati dalle dichiarazioni di Saitta i presidenti delle Province di Bergamo, Ettore Pirovano, e Sondrio, Massimo Sertori. Mentre fortemente critico riguardo al leader dell’Upi è stato Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione Italiana Presidi: «Fare dispetti e ritorsioni porta solo ulteriori problemi e nessuna soluzione: una catena senza fine». «Voglio sperare che l’idea rientri solo in una forma di pressione nell’ambito delle contrattazioni - ha continuato Rembado - altrimenti potrebbe apparire come una sorta di sabotaggio al servizio dell’istruzione. E a tutto c’è un limite». Solidarietà a Saitta è stata invece espressa da Graziano Delrio, presidente dell’Anci: «Molti Comuni stanno già abbassando il riscaldamento ai limiti minimi consentiti, sia negli uffici che nelle scuole. Le minacce di Saitta sono già in parte realtà». E al fianco dell’Upi si schiera anche il Pd: «Giusto dare una sterzata a questa deriva che rischia, se non corretta dal Parlamento, di ridurre gli spazi democratici e di mortificare le ragioni del territorio in nome di una maldestra modernità e raziona- lizzazione della spesa pubblica», ha attaccato il deputato

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it