Una coperta troppo corta, una pressione fiscale al 55% che «deprime i consumi», l’esigenza di rigore che dovrà proseguire anche dopo, con il nuovo governo, «il pareggio di bilancio da perseguire senza se e senza ma», la necessità di anticipare il taglio delle tasse, di fissarne uno a venire per l’Irap (dal 2014). Poi dalla Camera notizie sui nuovi esodati, con un emendamento da 100 milioni. I temi di giornata sono questi, gli attori sulla scena il presidente del consiglio, Mario Monti, il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, il presidente di Confcommercio, Sangalli, i relatori della Legge di stabilità. Apre Monti, chiude Grilli, il contenuto alla fine cambia poco. «Auspico che chi mi succederà segua la strada del rigore, della crescita e dell’equità sociale», dice Monti telefonando a Mario Baldassarri nel corso di un convegno della «società civile». Poi aggiunge che «più che alla leadership sarà bene guardare ai contenuti», che non si può tornare indietro sull’economia di mercato». Ammette che nella «lotta all’evasione c’è stata anche una certa durezza». A Venezia, al Forum dei giovani di Confcommercio, il presidente Carlo Sangalli ha appena detto che «serve la responsabilità di tutti per salvare il paese». Che «la pressione fiscale al 55% frena i consumi», che «serve subito il fondo per iul taglio delle tasse alimentato dagli introiti della lotta all’evasione», che «va scongiurato l’aumento dell’Iva al 22% a partire da luglio del prossimo anno». Ad ascoltare Sangalli c’è il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. «Mi sarebbe piaciuto venire qui a dirvi che il peggio è passato – dice nell’intervento che chiude il Forum – ma non è vero. Ma l’Italia è sulla strada giusta. Prendo atto delle priorità della Confcommercio, ma la coperta è un po’ corta e non possiamo fare tutto nelle dimensioni che vorremmo». Poi, però, sollecitato il ministro qualcosa di più lo dice. Intanto che non c’è più «una situazione d’emergenza tale da imporre un decreto legge e per questo il governo ha deciso di passare per il disegno di legge. Perché il risanamento – dice Grilli – è stato avviato dalla spending review anche se il taglio della spesa è difficilissimo per interessi di conservazione giganteschi». Ma, dice Grilli, «si torna a discutere di economia e questo è positivo. Fermo restando che il pareggio di bilancio deve essere perseguito senza se e senza ma». Sul taglio delle tasse auspicato da Sangalli il ministro spiega che le strade sono diverse, che si può passare dall’Iva, certo, ma anche «da interventi per le famiglie più disagiate, dall’aumento della produttività». Al Forum di Venezia si è parlato molto del credito, delle banche che non danno soldi e ne prendono molti. Grilli non ci sta: «E’ nelle banche che ci sono i risparmi del mondo, ne va preservata l’integrità». Certo, ammette, devono tornare a prestare soldi alle imprese, «ma questo è problema europeo che può essere risolto a livello Ue e le azioni della Bce in questo senso sono giuste». Da Roma arriva la notizia che i 100 milioni necessari per finanziare la salvaguardia degli esodati arriveranno dalle risorse già stanziate ma che non saranno utilizzate per le precedenti «tranche» di intervento. È quanto stabilisce l’emendamento dei relatori Legge di stabilità che fissa anche un monitoraggio da effettuare entro il 30 settembre 2013 per evidenziare l’esigenza di ulteriore risorse. Grilli lasciando Venezia annuncia che si sta ragionando «di un taglio dell’Irap a partire dal 2014». La platea di commercianti applaude.