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Pescara, 24/03/2026
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Data: 11/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fondi per il terremoto, la Cgil: «C’è incertezza»

«In questi giorni le polemiche politiche si sono concentrare sul cosiddetto concorsone, lasciando tuttavia in secondo piano quello che per noi era e resta il problema principale di questa città: la certezza dei fondi per la ricostruzione, la tranquillità dei cittadini e delle imprese di poter contare con sicurezza sui finanziamenti». Lo dice il segretario della Cgil, Umberto Trasatti. Per quanto riguarda il concorsone la posizione del sindacato è nota: «Le prove vanno fatte nei tempi e con le modalità previste, l’entrata in servizio di dipendenti è il requisito imprescindibile per consentire alle amministrazioni locali di gestire le pratiche, ogni ulteriore rinvio ritarderà la ricostruzione». Altro discorso, invece, è quello sull’incertezza dei fondi: «Da una parte il governo cerca di velocizzare il concorsone (e quindi la gestione burocratica della ricostruzione) - dice Umberto Trasatti - dall’altro però decide di eliminare il contributo agevolato e passa a quello diretto. Un comportamento che sembra contradditorio: da una parte semplifica le procedure ma dall’altra non chiarisce come e quando i finanziamenti saranno disponibili. Nei giorni scorsi qualcuno aveva sollevato il problema e si è sentito rispondere che il governo deciderà anno per anno». Trasatti ha ricordato quanto è accaduto a un cittadino che aveva completato le pratiche e avuto le autorizzazioni (e quindi poteva aprire i cantieri) ma si è sentito rispondere che i fondi sono finiti e che dovrà aspettare non si quando.
«Per quanto ci riguarda - chiude il segretario della Cgil - crediamo che le guerre tra poveri avvantaggino soltanto la cattiva politica e la cattiva amministrazione. Per questo siamo davvero contenti che i terremotati dell’Emilia Romagna e delle altre zone del Nord abbiano avuto la certezza dei finanziamenti necessari all’intera ricostruzione: 12 miliardi di euro che non verranno decisi anno per anno sui singoli bilanci statali e con il contributo diretto, ma che sono stati assegnati integralmente (tutti e subito) con un prestito alle banche da parte della Cassa depositi e prestiti. Lo stesso meccanismo che ha dimostrato di funzionare all’Aquila e che permesso l’avvio dei nostri cantieri».

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