PESCARA L’Italia dei valori abruzzese appoggia all’unanimità la linea di rinnovamento espressa da Antonio Di Pietro. E’ questa la conclusione dell’assemblea regionale programmatica del partito che si è tenuta ieri a Pescara nella sala della provincia. Tutti gli eletti ed i dirigenti delle quattro province hanno condiviso la relazione introduttiva del segretario regionale Alfonso Mascitelli: «Vi sono tre punti qualificanti che porteremo all’Assemblea nazionale del 15 dicembre», ha detto Mascitelli, «primo: la volontà di costruire un centrosinistra basato su un programma alternativo alle politiche economiche del governo Monti. Secondo: apertura ai movimenti, alle liste civiche, ai mondi vitali della nostra società civile con grande rispetto ed attenzione al Movimento 5 stelle, con i quali è aperto un dialogo. Terzo: un radicale rinnovamento della organizzazione del partito, della sua presenza sui territori e della selezione dei propri rappresentanti. Ognuno di noi si metterà in gioco. Non è indifferente, come si vuol far credere, per le scelte che verranno prese in Abruzzo per le prossime regionali quanto verrà fatto per raggiungere una intesa nazionale». Quanto alle alleanze : «L’Idv non accetta un centrosinistra definito dalle pagelle di legittimità stilate dal solo Pd». «Siamo preoccupati per i veti imposti dal Pd sulle intese nazionali e non vorremmo che il Pd avvelenasse i pozzi anche in Abruzzo, ora che c’è bisogno di una grande azione contro Chiodi». Preoccupato per la legge elettorale è il capogruppo della Regione Carlo Costantini, commissario del partito nel Lazio dopo le vicende Maruccio: «Le ultime proposte sulla legge elettorale hanno come funzione primaria quella di impedire che nasca un simbolo elettorale antagonista al sistema Monti». Costantini ha poi rafforzato il suo pensiero, durante la gremita assemblea regionale Idv, spiegando che tra premi di maggioranza e soglie di sbarramento «ci avviciniamo al regime, perché in pericolo la democrazia. Sembra una legge elettorale fatta apposta per forzare la situazione e far succedere Monti a se stesso». L’ex candidato alla Regione Abruzzo nel 2008 ha poi confermato che «dobbiamo costruire un quarto polo, antitetico al sistema Monti, con alleanze sui progetti e non cartelli elettorali» ha insistito Costantini «se il Pd vuol discutere con noi bene, sennò andiamo per conto nostro con un polo dei non allineati, perché non è in crisi il progetto Idv, in quanto noi rivendichiamo con orgoglio di aver detto 43 volte no ai provvedimenti del governo Monti».