ROMA Il governo Monti non riesce a mettere la parola fine all’odissea degli esodati, rimasti incastrati nella tenaglia della riforma previdenziale del ministro Fornero. L’emendamento presentato sabato in commissione Bilancio alla Camera, che secondo i relatori Baretta (Pd) e Brunetta (Pdl), avrebbe risolto tutti i problemi per la vasta platea degli esodati, secondo la Ragioneria dello Stato non ha la copertura finanziaria. Un autentico tormento per decine di migliaia di persone che dopo aver cessato il rapporto di lavoro in virtù di accordi siglati prima della riforma, rischiano di trovarsi senza pensione. La legge di Stabilità, dopo il flop del combinato aumento dell’Iva-sgravi Irpef, che il governo è stato costretto a stracciare, è diventata un incubo. Unica nota positiva dalla scuola: ieri è stato definitivamente accantonato il provvedimento che prevedeva 24 ore settimanale per i professori. ESODATI. A meno di 24 ore dall’annuncio della soluzione per gli esodati è arrivata la doccia gelata della Ragioneria generale dello Stato secondo cui non ci sono le risorse sufficienti per coprire le spese previste dall’emendamento approvato sabato. «La Ragioneria – riferiscono fonti parlamentari – ha chiesto una riscrittura dell’emendamento con criteri più selettivi». Il «paracadute» trovato dalla maggioranza, ma che dovrà essere rivisto, prevede la copertura per chi ha cessato il lavoro entro il 30 settembre 2012 e si trova in mobilità in forza di un accordo stipulato entro fine 2011. Si tratta di persone che avrebbero maturato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre del 2014. Nell’accordo di sabato la platea era stata allargata, sempre con la scadenza 2014, anche a chi versa contributi volontari e ha svolto una attività ma con reddito non superiore ai 7.500 euro. Tutelati infine anche i lavoratori licenziati entro dicembre 2011 a seguito di fallimento o altre procedure concorsuali a patto che maturino il diritto alla pensione con le vecchie regole nei due anni successivi. La copertura arriverebbe dal fondo di 100 milioni attivato nella legge di Stabilità con un meccanismo di autoalimentazione per coprire anche le esigenze negli anni successivi, così da garantire una platea che numericamente Inps e governo non riescono ancora a stimare. Incertezze che si sommano, mentre il segretario nazionale della Cgil Lamonica avverte: «Il paracadute per tutti non c’è, si smetta di dirlo. E non si può prescindere dalla definizione certa degli aventi diritto, così come non si possono escludere a priori tutti coloro che matureranno i requisiti dopo il 2014». Attaccano Lega e Idv, in difficoltà Pdl e Pd. Ora si pensa di trovare le risorse rivedendo in maniera restrittiva l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni più alte. SCUOLA. Dal Miur avevano assicurato nei giorni scorsi che l’orario dei professori non sarebbe stato allungato da 18 a 24 ore. E stavolta il governo è stato di parola. Mentre a Roma e in altre città si svolgevano manifestazioni di protesta, ieri il ministro Profumo ha illustrato in commissione Bilancio gli interventi per apportare tagli di spesa per 182,9 milioni come previsto nella spending review. Sforbiciate pesanti su fondi e bandi le cui conseguenze sono tutte da calcolare. Dal primo gennaio 2014 sarà abbandonata anche la sede in affitto di piazzale Kennedy a Roma con un risparmio di 6 milioni di euro.