Il fisco italiano sta per causare l'ennesimo disastro economico. Ha indagato l'amministratore delegato di Ryanair per evasione fiscale e contributiva, avendo assunto i lavoratori impiegati negli scali italiani a Dublino e pagando là imposte e contributi. Si fanno le pulci a chi dà lavoro e permette a milioni di italiani di viaggiare a basso costo, affermando che quei dipendenti usufruiscono delle prestazioni sanitarie a carico dell'Inps. Affermazione alquanto opinabile se è vero che la sanità è a carico delle regioni e non dell'ente che si occupa di pensioni. In questa Europa ogni cittadino può andare a farsi curare dove crede, si chiama libera circolazione dei servizi e se un lavoratore iscritto alla cassa malattia irlandese si avvale delle cure di un ospedale italiano sarà quest'ultimo a presentare il conto a Dublino, non perdendo neanche un centesimo. Chi ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati questo imprenditore è bene che mediti sulla scelta. Rifletta sulla ricaduta occupazionale di un'eventuale stop di tutte le attività italiane da parte di Ryanair. Elettra Cosfì