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Data: 12/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caos neve in autostrada, chiesto il giudizio per la Lai. Anche l’Anas conferma le ipotesi della polizia

Durante la fortissima nevicata di febbraio scorso , i pattugliatori che controllavano la regolarità sul servizio, avevano potuto toccare con mano l'inferno che aveva colpito l'A24 e l'A25, ma soprattutto gli utenti, tra automobilisti e pendolari nei pullman. Ora l'inchiesta giudiziaria sui disagi alla circolazione stradale e sulla chiusura dell'A24 e dell'A25 che nel mese di agosto ha portato all'incriminazione per interruzione di pubblico servizio e attentato alla sicurezza dei trasporti dell’ingegnere Igino Lai, direttore generale esercizio della Strada dei Parchi Spa, fa un altro passo avanti.
L’ACCUSA
Nei giorni scorsi il pm David Mancini ha chiesto per Lai il processo, inviando la richiesta di rinvio a giudizio. A supporto delle tesi accusatoria, il pm della Procura della Repubblica dell’Aquila, si è avvalso anche dell’inchiesta interna dell’Anas, portata avanti dall’Ivca, Ispettorato di vigilanza delle concessioni autostradali. Si tratta di una dettagliata relazione nella quale non sono mancate le contestazioni, pressochè identiche a quelle della polizia stradale.
I DISAGI
Dalla relazione si evince che il 3 febbraio dello scorso anno, durante l'abbondante nevicata, alcuni pattugliatori dell'Ivca abbiano potuto verificare i disagi alla circolazione stradale causati anche dalle due slavine che avevano occupato la sede stradale nel tratto Carsoli-Torano, bloccando 100 veicoli, 7 pullman e due mezzi spazzaneve. Nel corposo fascicolo gli investigatori hanno inserito anche le comunicazioni radio tra la sala operativa e gli operai che senza sosta avevano tentato di garantire la pulizia del manto autostradale.
I RITARDI
Entrambi gli organi ispettivi sono giunti alla conclusione che la Strada dei Parchi non si sarebbe attenuta alle procedure, causando disservizi alla circolazione (per 48 ore i tratti sono stati chiusi e per 12 ore circa i mezzi bloccati). La società avrebbe potuto intervenire per tempo e non aspettare che la situazione precipitasse. Altro aspetto sanzionato dagli ispettori dell'Anas, i ritardi per la riapertura dei tratti autostradali.

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