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Data: 12/11/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Maroni minaccia il governo Monti "Ritireremo delegazioni dal Parlamento"

Il segretario del Carroccio durissimo con il governo dei tecnici. "Ha reso i deboli più deboli, vada a casa subito". Annuncia che proporrà il ritiro delle delegazioni da Camera e Senato dopo i due adempimenti di legge stabilità e legge elettorale. "E' l'avvio della nuova fase egemonica della Lega". Pronto a candidarsi per la presidenza della Lombardia se glielo chiederà il consiglio federale

BOLOGNA - Durissimo affondo di Roberto Maroni al governo Monti. Dopo i prossimi due adempimenti parlamentari, ovvero la legge di stabilità e la legge elettorale, la Lega intende ritirare le sue delegazioni da Camera e Senato, annuncia il segretario del Carroccio dal palco della manifestazione contro l'esecutivo tecnico a Bologna.

"Il governo dei tecnici vada a casa subito", chiede Maroni, "ha reso i deboli ancora più deboli". E "prima se ne va
a casa e meglio è", dice, sintetizzando il senso dell'iniziativa bolognese, in cui non sono mancati macabri slogan diretti contro Il presidente del Consiglio Mario Monti e il ministro Elsa Fornero 1. E' un governo, ha aggiunto, "che ha messo in difficoltà le famiglie, portato le imprese a chiudere, ha tagliato i fondi ai comuni e ha attaccato il mondo delle autonomie".

Da qui la minaccia di staccare la spina: "Dopo la legge di stabilità e la legge elettorale, proporrò al consiglio federale che la Lega ritiri le proprie delegazioni alla Camera e al Senato", attacca. Non si tratta di "Aventino", chiarisce, "è la nuova fase di quella che Bossi tanto anni fa chiamava 'progetto egemonico della Lega".

E l'appello alla mobilitazione dei sindaci, invitati il 24 novembre, vicino a Brescia, per decidere azioni concrete contro il patto di stabilità e il governo Monti. Azioni "che potranno arrivare anche alla protesta fiscale, allo sciopero fiscale e alle dimissioni di massa".

Al governo Maroni non fa sconti sulla vicenda esodati. L'emendamento presentato in Commissione Bilancio alla Camera 2"è l'ultima beffa" di questo governo che ha segnato il suo fallimento a distanza da un anno dal suo insediamento, dice il leader leghista: "hanno detto che hanno trovato i soldi, ma è una presa per i fondelli, perché sono gli stessi soldi che c'erano già per gli esodati. E' un modo di prendere in giro quelli che sono stati messi in mezzo a una strada".

Quanto poi alla legge elettorale, "si deve fare o non fare prima di Natale. Poi la vicenda del governo Monti è
chiusa", ha detto durante il suo intervento a Bologna.

Maroni: Pronto a candidarmi in Lombardia. Intanto, il segretario si dice pronto a candidarsi ufficialmente per la presidenza della Regione Lombardia. Se il consiglio federale "mi chiederà di candidarmi, io dirò di si perché per me è un orgoglio". Sarà una battaglia dura, ma siamo pronti, aggiunge, indicando i due punti principali del programma: "almeno il 75% delle tasse che si pagano sul territorio devono rimanerci e la lotta alla criminalità organizzata".

Per il segretario, la Lombardia non è caduta perché la Lega ha tradito i patti, "ma perché non ha potuto sopportare che ci fosse un assessore del Pdl arrestato per concorso esterno con la 'ndrangheta e lo dice uno che alla 'ndrangheta le ha fatto un mazzo così. Metto a disposizione la mie esperienze di ministro e la mia volontà".

La decisione è attesa per il consiglio federale di oggi.

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