MILANO Al di là del giallo è comunque evidente che il ministero del Tesoro ha sul tavolo almeno quattro opzioni, peraltro più volte rilanciate nel dibattito da economisti e politici. L'ipotesi più ragionevole è quella che quando sarà attuata la legge delega, che prevede che la revisione delle rendite catastali adegui ai valori di mercato quelli della base imponibile per l'Imu, il Governo possa decidere un aggravio (per esempio dell'1,5%) per i beni immobiliari di valore superiori a 1-1,5 milioni di euro. In questo campo le variazioni sono numerose: si può intervenire sugli immobili di pregio oppure su quelli intestati a società di capitali. Una patrimoniale non può, però, concentrarsi solo sul mattone. Potrebbe essere riformata la tassazione sulle rendite finanziarie: «Anche se è stata rivista solo un anno e mezzo fa effettivamente si potrebbe prendere a modello il sistema olandese - spiega Alessandro Santoro, docente di scienza delle finanze alla Bicocca e professore della Bocconi - che prevede un imposta del 30% su un rendimento presuntivo del 4% (equivale a una patrimoniale dell'1,2%)». Contro qualsiasi ipotesi di questo tipo si è sempre opposto il sottosegretario Vieri Ceriani. «Il fatto stesso che si parli di patrimoniale fa pensare che sia in una posizione di difficoltà - sottolinea Santoro - Il sottosegretario ha sempre pubblicamente dichiarato la sua contrarietà ad una patrimoniale». Altra opzione «potrebbe essere quella dell'Isf, imposta sulle grandi fortune alla francese che si concretizza in una sorta di imposta aggiuntiva incrementale per chi possiede più di 1,5 milioni di euro», aggiunge Santoro. Ovviamente questa è la soluzione privilegiata da molti esponenti del Pd e fortemente osteggiata dal centro destra e dall'Udc. Una quarta ipotesi è quella dell'intervento sull'imposta di bollo sugli investimenti finanziari, che è già stata fortemente rivista dal Governo con il decreto Salva Italia. In questo caso molte erano state le critiche perché il provvedimento prevedeva un tetto al l'ammontare del contributo che sembrava privilegiare proprio i grandi patrimoni. Una revisione in questo senso rimetterebbe in gioco anche l'attuale imposta differita sui fondi di investimento che agisce solo quando si riscuotono le quote e non in presenza di un incremento del patrimonio per effetto dei guadagni prodotti durante tutto il periodo durante il quale il cliente tiene il denaro immobilizzato. «E' indubbiamente un anomalia italiana, inspiegabile in una fase così difficile per il paese chiamato a una politica di inasprimento fiscale su tutti i fronti», conclude Santoro. Insomma, nonostante la precisazione di Monti, la patrimoniale resta per forza di cose una delle ipotesi all’orizzonte. E d’altra parte in Francia la tassa contro i Paperoni è stata introdotta dal premier Francois Hollande, che ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, e prevede un’aliquota al 75% sui redditi superiori a 1 milione di euro. La supertassa va a colpire una quota ridotta della popolazione, 2.500 tra supermanager, banchieri, trader, calciatori, artisti.