Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/03/2026
Visitatore n. 752.741



Data: 13/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Monti: perché un anno fa abbiamo escluso la patrimoniale

Il premier a Parigi da Ayrault. «Non sono pregiudizialmente contrario ma non ci sono le condizioni per evitare fughe»

PARIGI A Milano dice che non gli piacerebbe continuare a fare il premier e che non ha la patrimoniale pronta nel cassetto. A Parigi rende omaggio alla sua maggioranza «strana» ma che si è assunta tutte le pesanti responsabilità e che può essere da esempio a tanti altri Paesi sulla scena internazionale. E’ stato su tutti i fronti e tutte le latitudini ieri Mario Monti. Dopo aver inviato un messaggio alla conferenza italo-tedesca sul lavoro a Napoli, ha partecipato al Financial Times Italy Summit a Milano ed è poi sbarcato a Parigi, prima per un colloquio col premier francese Jean-Marc Ayrault definito «molto positivo» e alla fine si è concesso all’auditorium della prestigiosa facoltà di Scienze Politiche, dove ha presentato il libro scritto a quattro mani con l’eurodeputata Sylvie Goulard «La democrazia in Europa», sottotitolo: «Guardare lontano».
E quando guarda lontano, Monti vede per l’Europa una nuova fase in cui si potranno avere considerazioni più «positive», più «permissive» dice perfino, nei confronti di alcune spese di investimento. E ricorda da Parigi che i primi «ad abbandonare e a distruggere la credibilità del patto di stabilità furono la Francia e la Germania, aprendo la strada a Grecia, Irlanda, Portogallo». Ma intanto, mentre parla a Parigi, in Italia sono le sue dichiarazioni sulla patrimoniale a fare dibattito. In mattinata sembrava aver aperto uno spiraglio: «Dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata». Ma immediatamente palazzo Chigi precisa: il premier «si è limitato a spiegare le scelte fatte dal governo in passato, non come premessa di futuri interventi». Tanto rumore per nulla? Nel suo entourage assicurano che nell’agenda del premier la parola «patrimoniale» non compare e per questa legislatura non è alle viste.
«Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario ad una modesta tassazione generalizzata del patrimonio», chiarisce una nota del portavoce, «il presidente ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all'estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile. Tutto ciò - conclude la nota - Monti ha chiarito come spiegazione delle decisioni allora adottate, non come premessa di futuri interventi».
A Parigi gli fanno gli auguri per il primo compleanno a palazzo Chigi. Lui precisa: «Sono il 25esimo presidente su 62 governi, qualcuno deve aver fatto qualche bis». Dei politici in Europa critica il «cortotermismo», l’incapacità di guardare lontano che «rimproverano ai mercati ma che non sanno eliminare da se stessi». All’Italia rende omaggio. Soprattutto alla sua «strana maggioranza»: «I tre partiti politici hanno dato prova di un sorprendente senso di responsabilità, hanno portato sulle loro spalle misure estremamente impopolari, almeno in teoria, visto che ora l’opinione pubblica sembra accettarle».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it