PESCARA Anche l'Abruzzo manifesta, oggi, nell'ambito della giornata di mobilitazione indetta in tutta europa, tra scioperi, cortei e proteste, dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) «per il lavoro, per la solidarietà e per dire no all'austerità». Per l'occasione è stato organizzato, questa mattina, un maxi corteo che sfilerà lungo le vie centrali di Pescara, fino a raggiungere piazza Sacro Cuore, dove è previsto il comizio finale, con l'intervento del segretario generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone. Nonostante la Cgil abbia proclamato uno sciopero nazionale di quattro ore, i lavoratori abruzzesi incroceranno le braccia per 8 ore. All'inizitiva prenderanno parte un po' tutte le categorie, assieme a studenti, docenti e personale scolastico, da giorni in mobilitazione. «Oltre a cambiare la politica europea e nazionale», sottolinea il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, «c'è bisogno che in Abruzzo si superi la logica dell''ho risanato' del presidente della Regione, Gianni Chiodi, perché è evidente che siamo in una situazione di crisi che continua a peggiorare». «La disoccupazione giovanile è in aumento», sottolinea il segretario del sindacato, «la cassa integrazione è in crescita, il numero delle vertenze sindacali continua a crescere e c'è povertà assoluta». Di Cesare respinge, inoltre, la «retorica di Chiodi», rilancia le quattro parole chiave del Patto per lo sviluppo dell'Abruzzo, ovvero «risanare, riformare, ricostruire e sviluppare», e auspica, tra l'altro, che le risorse ottenute con lo sblocco dei fondi Fas (Fondi per le areee sottoutilizzate) e con il risanamento «vengano indirizzate nel modo più adeguato». Punto di raccolta dei manifestanti - le stime della Polizia municipale di Pescara parlano di cinquemila partecipanti - è il Ponte del mare. Per l'occasione la città sarà «blindata», con 90 uomini di tutte le forze dell'ordine impegnati a chiudere al traffico le strade interessate dalla manifestazione e a vigilare affinché tutto si svolga in modo regolare e senza incidenti.