Grazie al tesoretto di 40 milioni di euro riduzione fiscale del 30 %
PESCARA La Regione mantiene gli impegni e abbassa le tasse. Una boccata d'ossigeno per i cittadini e le imprese: centesimo in più centesimo in meno, torneranno nelle nostre tasche 80 euro l'anno. Non saranno cifre da capogiro, ma di questi tempi non è poco. Il tesoretto accantonato dalla Regione, pari a 40 milioni di euro, consentirà all'Abruzzo di ridurre del 30% il prelievo fiscale. Giù Irap e Irpef già a partire dal 2012, grazie al via libera del tavolo di monitoraggio, che per il terzo anno consecutivo ha promosso i conti del sistema sanitario regionale. Se il risparmio, per le famiglie, non supererà gli 80 euro annui, "gli effetti positivi per la comunità abruzzese si spingeranno anche oltre - rileva Chiodi - poiché abbiamo conquistato uno straordinario livello di autorevolezza sia a livello nazionale che a livello europeo". Chiodi, inoltre, è già proiettato verso un nuovo obiettivo: "Ridurre ulteriormente il carico fiscale, di 20 milioni di euro nel 2015 e di altri 20 milioni di euro nel 2016, così da realizzare un taglio complessivo del 60%". L'Abruzzo, in sostanza, ambisce a diventare una delle regioni italiane con i più bassi livelli di tassazione. Un traguardo ambizioso, che produrrebbe risvolti positivi per l'economia e per lo sviluppo, garantendo competitività e attrattività al territorio. Nel frattempo, già a partire dal primo gennaio del 2013, le buste paga degli abruzzesi saranno un po' più pesanti. Grazie a una serie di conguagli sull'Irap, saranno ancora più immediati i benefici per le attività produttive. La Regione non ha ancora deciso se privilegiare una riduzione delle aliquote Irpef, che riguarderebbe da vicino i cittadini, o un taglio dell'Irap, che premierebbe maggiormente le imprese. Finora sono state formulate tre ipotesi soltanto tendenziali: la prima prevede di abbassare sia l'aliquota Irpef (dallo 0,50% allo 0,36%) che l'aliquota Irap (dallo 0,92% allo 0,65%); la seconda contempla una diminuzione dell'Irpef (dallo 0,50% allo 0,21%) lasciando l'Irap invariata; la terza produrrebbe una riduzione dell'Irap (dallo 0,92% allo 0,39%) senza modificare l'Irpef. Non c'è ancora nulla di certo, anche perché occorre il placet del tavolo di monitoraggio, che ha chiesto alla Regione di compiere ulteriori approfondimenti sui meccanismi legati agli scaglioni di reddito. La giunta abruzzese, tuttavia, assicura che punterà a coniugare la tutela dei redditi più bassi con il rilancio dell'economia regionale. Il tesoretto di cui potranno godere gli abruzzesi è frutto della differenza tra i quasi 140 milioni di euro di fiscalità aggiuntiva e i 98 milioni di euro di debiti impegnati per le cartolarizzazioni. "Non abbiamo avuto la necessità di utilizzare le risorse accantonate con l'extragettito fino al 2010 - rimarca Chiodi - e oggi siamo pronti a restituirle agli abruzzesi". Un plauso arriva dal Patto dello Sviluppo, che racchiude in modo trasversale esponenti del mondo imprenditoriale, sindacale e politico. "I conti pubblici, soprattutto in presenza di livelli di tassazione così elevati, sono da considerare sacri - dice il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, a nome del Patto - Vanno gestiti con la massima oculatezza e quando possibile, come in questo caso, le risorse devono essere restituite ai cittadini". Campo pone l'accento sulla necessità, anche per le imprese, che i cittadini abruzzesi recuperino reddito. "Nel nostro territorio l'export va piuttosto bene, mentre la crisi vera è legata al crollo della domanda interna - rimarca il dirigente sindacale - Per questo urge rilanciare i consumi, che consituiscono una leva fondamentale per la nostra economia".