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Data: 15/11/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
"Provincia, paralisi trasporti nel 2013" Allarme del presidente Pentangelo.

UN MILIONE e ottocentomila euro tagliati al Teatro San Carlo già nel 2012 e un milione in meno alle scuole, con la prospettiva che salti il servizio trasporti per gli alunni disabili. Previsto anche il congelamento dei pagamenti alle imprese a partire dal blocco immediato di tre milioni di euro destinati a ditte campane per lavori eseguiti nei settori dell'ambiente, della scuola e della viabilità. E stipendi a rischio da gennaio per i tremila dipendenti della Provincia e delle aziende partecipate che, riuniti in assemblea a Santa Maria la Nova, hanno proclamato in mattinata lo stato di agitazione. In quelle stesse ore in piazza Matteotti arrivavano a raffica gli annunci in tandem di Antonio Pentangelo, presidente facente funzioni della Provincia di Napoli dopo la decadenza di Luigi Cesaro, e dell'assessore al Bilancio Francesco Serao. «Nel 2013 - ha spiegato Pentangelo - c'è la seria probabilità di una paralisi dei trasporti pubblici nella nostra provincia. A rischio sono i 1.045 posti dell'azienda Actp». Un allarme, lanciato anche alla presenza del presidente del Consiglio provinciale Luigi Rispoli, causato dagli ulteriori tagli decisi dal governo. Eccoli: 45 milioni e 680 mila euro nel 2012 e 109 milioni e 656 mila euro nel 2013 per la Provincia di Napoli. La più colpita perché Roma subirà nei due anni un decremento complessivo di 95 milioni di euro rispetto ai 90 milioni di Torino e ai 66 di Milano. Quattro metropoli seguite nella graduatoria da Salerno e Caserta, rispettivamente con tagli di 50 e 45 milioni di euro tra 2012 e 2013. Contro questi provvedimenti del governo la Provincia di Napoli ha deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio, ma anche di lanciare un appello per incontrare il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che sarà in città il 19 e 20 novembre per un incontro con i presidenti di Germania e Polonia. «I tagli - spiega l'assessore Serao - sono stati calcolati dal governo sulla percentuale dei costi intermedi. Per la Provincia di Napoli sono stati considerati tali anche i costi relativi ai rifiuti e ai lavoratori socialmente utili. Un paradosso, tanto più se si considera che dal prossimo anno saranno i Comuni a occuparsi dei rifiuti. Altro paradosso è non poter ricorrere ai contributi di nove milioni previsti dalla spending review solo perché non abbiamo debiti. Di questo passo è evidente che saremo costretti a sforare il patto di stabilità». "Costretti" a sforare il patto di stabilità con il conseguente serio rischio di dissesto nel 2013, ultimo anno di vita della Provincia prima della realizzazione dell'area metropolitana di Napoli. «Con questi tagli si dà vita a un'ingiustizia che ricadrà sui cittadini - commenta il presidente Pentangelo - perché saremo costretti a non poter offrire più servizi». Ma la Provincia, intanto, non si arrende all'idea del dissesto. In cantiere potrebbe infatti esserci la vendita di quote sia della Gesac, la società di gestione dell'aeroporto di Capodichino, sia di Autostrade meridionali. La Provincia di Napoli, insomma, prima di dichiarare fallimento, uscirà dalle due società. Così come, dopo aver bloccato i pagamenti, potrebbe anche uscire dalla Fondazione del Teatro San Carlo. Un bollettino con una sola notizia positiva. «I termosifoni delle scuole - garantisce l'assessore Francesco Serao - resteranno accesi, anche perché non sarebbe certamente quella la soluzione per far quadrare i nostri conti, dopo i pesantissimi tagli decisi dal governo».

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