PIÙ croce che delizia per chi abita da queste parti, i treni rischiano di fare perdere le staffe agli amministratori della giunta Vendola. E, quello che più conta, alla gente. «L'accordo è saltato», taglia corto ieri mattina l'assessore ai Trasporti, Guglielmo Minervini: la "regionalizzazione" di Ferrovie Sudest si allontana, mentre si avvicina il pericolo per i 1.500 dipendenti della srl di non trascorrere un Natale tranquillo. E per 4 milioni di viaggiatori che un anno dopo l'altro frequentano queste rotte locali, di rimanere a piedi. Nel frattempo il numero delle corse ferroviarie, non cresce. Così il presidente dell'assemblea Onofrio Introna decide di prendere carta e penna per reclamare un "faccia a faccia" col ministro delle Infrastrutture Corrado Passera. Di più: vuole chiamare a rapporto l'amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti perché quanto prima sbarchi a Bari e racconti i perché di una retrocessione per molti versi inspiegabile. La storia di Ferrovie Sudest era cominciata a giugno di quest'anno: il decreto sviluppo aveva stabilito di cedere gratuitamente alla Puglia la società a responsabilità limitata. Debiti compresi. Già, ma a quanto ammontava il buco? La giunta Vendola voleva saperlo prima di ricevere «il pacco». Per addolcire la pillola, Palazzo Chigi assicurava di volere scucire 20 milioni di euro. Sarebbero bastati? Minervini dice: «La Deloitte, vincitrice della gara per la due diligence, chiede gli atti a Fse. Ma Fse fa ostruzionismo». Sì, insomma, la scatola resta chiusa. Né riescono ad aprirla un paio di lettere a Passera, da parte di Minervini. La Regione a questo punto, si arrende: «Non abbiamo alcuna intenzione di giocare d'azzardo». Cara amministrazione statale, tieniti pure le Sudest: «Non possiamo permetterci questo lusso. Quale? Quello di risanarle sulla pelle dei pugliesi. O Roma, azionista unico, ci fa capire che intenzioni ha, oppure non se ne fa niente». Come Introna, di fronte a binari morti, dallo stesso Passera vuole conoscere se esiste «una programmazione ferroviaria che connetta efficacemente questa terra con il resto d'Italia e all'Europa». L'orario invernale di Trenitalia, lascia immaginare che il Tacco sia condannato ad attrezzarsi diversamente pur di viaggiare. Purché nona bordo di convogli ferroviari degni di questo nome, ovviamente. Introna parla di «ingiusto isolamento».