Aggiustamenti al pacchetto Irap. Gli ultimi nodi le assunzioni per le forze dell’ordine e i vincoli di bilancio per i Comuni colpiti dal maltempo
LA MARATONA
Cambiano le detrazioni per i figli a carico: aumentano di 150 euro sopra i 3 anni, ma diventano molto più sostanziose per i bimbi più piccoli, con un aumento di 320 euro che aiuta le coppie più giovani. Richiesti poi i fondi per gli alluvionati di questo novembre battuto dalla pioggia. Sono le ultime novità della legge di stabilità discusse nella lunga notte della commissione Bilancio. «Andremo avanti a oltranza», aveva preannunciato ieri sera il presidente leghista Giancarlo Giorgetti, che ha fatto la voce grossa per ottenere in nottata il sì al provvedimento.
L’obiettivo da rispettare è il passaggio oggi all’aula dove sarà votata la fiducia. Ma alla ripresa della seduta, in serata, i nodi da sciogliere erano ancora diversi. Due problemi più rilevanti: il primo riguarda le eccezioni al patto di stabilità per i Comuni interessati dalle calamità naturali. E anche l’ammorbidimento, nel caso delle forze dell’ordine, delle norme che limitano le assunzioni. Sono entrambi temi complessi anche dal punto di vista finanziario, che potrebbero non trovare una soluzione alla Camera ed essere quindi affrontati nella seconda lettura, presumibilmente più rapida, del Senato. Dove il Pdl ha minacciato di non votare l’intera legge di stabilità se non saranno risolte le questioni che riguardano le forze dell’ordine.
Ma si è riaperto anche il capitolo fiscale: sono state discusse modifiche sull’Irap, ed in particolare sul fondo con il quale dovrebbe essere ridotto il prelievo per commercianti e professionisti. Un fondo che era stato fortemente voluto da Renato Brunetta, relatore per il Pdl, proprio con l’obiettivo di estendere alle mini-imprese individuali gli sgravi riconosciuti alle aziende più grandi.
PIÙ SCONTI PER I PICCOLI
Nella tarda serata di ieri è arrivato l’aggiustamento sugli importi delle detrazioni per i figli a carico e per quelli con meno di tre anni: nel primo caso l’importo base sale un po’ meno, da 800 euro a 950, mentre per i più piccoli arriverà a 1.220 (da 900). L’ulteriore maggiorazione per i disabili, oggi di 220 euro, passerà invece a 400. Non sembra previsto invece, almeno per il momento, un riassetto dela Tobin tax: il sottosegretario all’Economia Polillo lo ha escluso, eventualmente se ne potrebbe riparlare a Palazzo Madama. Altro capitolo acceso, quello sulle pensioni di guerra. In nottata una telefonata del relatore Brunetta a Mario Monti ha sbloccato l’impasse: il premier ha chiesto ai deputati di non votare gli emendamenti, assumendosi l’impegno di affrontare la questione al Senato. Nella versione originale questi trattamenti, finora esenti da tassazione, venivano sottoposti ad Irpef al di sopra della soglia dei 15 mila euro l’anno. Poi alla Camera con l’emendamento fiscale è stato stabilito che le pensioni di guerra riconosciute direttamente agli interessati resteranno esenti, mentre saranno tassati i relativi trattamenti di reversibilità (sopra i 15 mila euro). Ma nelle ultime ore era salito il pressing per un’esenzione tout court.
Resta aperto inoltre il capitolo dei fondi per la non autosufficienza e soprattutto per i malati di Sla che hanno deciso di riprendere lo sciopero della fame ritenendo assolutamente non sufficiente lo stanziamento di 200 milioni. Su tutto, ma in particolare per le richieste relative a forze dell’ordine e Comuni, pesa il vincolo dell’invarianza dei saldi di bilancio che fin dall’inizio il ministero dell’Economia ha posto come limite invalicabile per le modifiche. E non aiuta certo il clima politico sempre più agitato.