Ok della commissione Bilancio alla legge di stabilità con molte modifiche Allentato il blocco del turn over per la sicurezza. Finanziato il Mose a Venezia
MILANO Favorite le famiglie più povere e con figli, cancellato lo sfoltimento delle detrazioni, evitato l'aumento dell'Iva al 10%. L'ok della commissione Bilancio di Montecitorio alla Legge di Stabilità è arrivato a notte fonda ma la finanziaria nuova versione che arriva in aula è profondamente diversa rispetto al testo iniziale approvato dal governo. Le novità riguardano soprattutto la parte fiscale che inoltre potrebbe essere ulteriormente modificata rispetto anche agli ultimi, radicali, interventi dei relatori, Pierpaolo Baretta e Renato Brunetta. Le ulteriori modifiche riguarderebbero parti assai sensibili tipo le franchigie Irap o le detrazioni per figli a carico. Passano intanto norme come quella che finanzia il Mose con soddisfazione dei relatori, tutti e due veneziani, e si punta ad allentare il blocco del turn over per il comparto sicurezza come chiesto a gran voce dal Pdl, anche se l'emendamento non è ancora stato votato. Il tetto fissato dalla spending review al 20% salirebbe nel primo anno e nel secondo al 50% e al 70% nel terzo anno. I fondi arriverebbero da risparmi interni alle amministrazioni. Un altro punto è ancora in bilico: le pensioni di guerra. L'intervento del Governo è già stato ridimensionato ma proprio ieri si è scoperto che verrebbero tassati gli assegni di reversibilità per chi ha già redditi sopra i 15.000 euro. Due i punti controversi: le detrazioni per i figli a carico e l'abbassamento della "no tax area" Irap per reperire risorse da destinare all'esclusione dall'imposta dei mini-imprenditori (professionisti in testa). Nel primo caso si punterebbe ad un riequilibrio dello sconto tra i figli sopra e quelli sotto i 3 anni, probabilmente a vantaggio dei più piccoli. Complessivamente gli interventi introdotti nella legge privilegiano le famiglie più povere con figli: un nucleo con 10 mila euro di reddito e un figlio a carico di più di tre anni avrà uno sconto aggiuntivo all'Irpef del 10%. Il beneficio si riduce ad un terzo (3,4%) se il reddito sale a 20 mila euro e all'1,7% oltre i 30 mila euro. Se i figli sono due i benefici diventano più consistenti: entro i 10 mila euro di reddito lo sconto Irpef sale al 41,4% per scendere all'8,1% sino a 20 mila euro e si azzera (0,1%) sino a 30 mila euro. A determinare questo nuovo scalone fiscale è la rideterminazione delle detrazioni per i figli a carico: si passa dalle 800 euro attuali a 980 nel caso di un bambino di più di tre anni mentre passa da 900 a 1080 nel caso che sia più piccolo. Sono invece scomparse le temute misure destinate a sfoltire i benefici fiscali per i costi medici con l'innalzamento della franchigia (dalle attuali 129,11 a 250 euro) e soprattutto l'introduzione del tetto di 3 mila euro di spese complessive.