Il trasporto pubblico romano sarà affidato «in house» all’Atac per i prossimi sette anni, dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2019. Lo prevede la delibera approvata ieri dal consiglio comunale che, adeguandosi alle nuove norme, assegna a un unico gestore il Tpl. «Siamo convinti che il trasporto pubblico debba rimanere necessariamente controllato dall’amministrazione capitolina, perché è un settore particolarmente delicato», sottolinea l’assessore alla mobilità Antonello Aurigemma. «Noi siamo favorevoli e avevamo chiesto che arrivasse prima del bilancio - attacca il capogruppo Pd Umberto Marroni - Questo ritardo rischia di mettere in crisi i conti dell’Atac e di bloccare ancora i finanziamenti. Per questo noi lanciamo un’allarme: serve ricapitalizzare l’azienda e bisogna farlo senza trucchetti».
Intanto è ancora polemica sui conti del Cotral, sempre più sull’orlo del baratro. «Questa situazione di grave criticità è la conseguenza del credito vantato da Cotral nei confronti della Regione Lazio, giunto ormai a 500 milioni di euro - dicono il vice presidente di Cotral, Domenico De Vincenzi, e il consigliere Paolo Toppi - e di Atac che trattiene circa 45 milioni di euro dalle vendite dei titoli di viaggio». Replica Luca Malcotti, assessore regionale ai trasporti: «De Vincenzi e Toppi sono già in campagna elettorale - sottolinea Malcotti - stiamo lavorando su tanti fronti per migliorare la situazione dell’azienda, obiettivamente critica soprattutto a causa del ritardo con cui ci arrivano i fondi statali, peraltro sempre più ridotti».