La stagione turistica ai Prati di Tivo sta per essere compromessa perché non si trova nessuno che rimetta in moto la cabinovia. Ne pagheranno le conseguenze in 200, tra operatori turistici che dovranno disdire le prenotazioni per Natale e Capodanno, commercianti e addetti agli impianti, ma soprattutto ne va di mezzo l’immagine di una località ormai allo sbando.
«Si investono 11 milioni di euro su un territorio per l’infrastruttura e poi la si tiene bloccata – è lo sfogo amaro di Aurelio Di Eugenio della Filt Cgil -; questa è veramente da Striscia la Notizia, sono fortemente preoccupato». Finora non è stato trovato nessuno che abbia risposto al bando di gestione e affidamento della Cabinovia di proprietà della Gran Sasso Teramano. La Sangritana, la società che in questi anni è stata affidataria, alle attuali condizioni parrebbe non interessata a proseguire il rapporto: c’è quindi il concreto rischio che vada deserta anche la seconda gara fissata per martedì prossimo.
«Abbiamo solo un paio di giorni di tempo – ha affermato ieri mattina il presidente Catarra - se non riusciamo a trovare una soluzione non ci sarà solo il fallimento della stagione turistica, ma sarà decretato il fallimento di un’azione politica e istituzionale che in maniera trasversale ha dato il via, dieci anni fa, ad un’operazione che avrebbe dovuto segnare il rilancio della montagna teramana».
A questo punto, la Gran Sasso Teramano vorrebbe tentare la carta dell’affidamento temporaneo degli impianti di Prati di Tivo (5 mesi per coprire almeno la stagione invernale ad una cifra che sfiora i 100 mila euro) ma nessuno finora si è fatto avanti viste le condizioni svantaggiose: troppo limitato il periodo per ammortizzare le spese e per di più pesa l’incognita neve. Com’è pesato nella vicenda il contenzioso tra i due comuni montani che hanno rivendicato un pezzo di terreno su cui poggia un’opera della cabinovia.
Frattanto al tavolo della Provincia di ieri mattina, operatori turistici, amministratori locali (per il Comune di Pietracamela era presente il vicesindaco Bellisario) e Siget (società che in questi anni ha curato la manutenzione degli impianti per conto della Sangritana) si sta ragionando su ipotesi alternative.