Minervini rassicura il Pdl: con Ryanair trattative in corso per ripristinare i voli su Roma
L'ORARIO invernale di Trenitalia prenderà forma a partire dal 9 dicembre. Dalla Puglia continuano a lamentarsi perché i treni a lunga percorrenza sono come la neve d'estate - cioè, inesistenti -, ma dal quartier generale dell'amministratore delegato Mauro Moretti fanno sapere che Fs garantirà qualcosa come ventimila posti per chi va e viene dal Tacco: «Si tratta di un'offerta robusta». Il fatto è che da queste parti tenderà perfino ad aumentare il numero dei convogli "a mercato". Non sarà lo stesso per le carrozze che assicurano il cosiddetto servizio universale. E' quello che vive attraverso le tasse dei cittadini e «dipende dalle scelte del governo, non da quelle del gruppo Ferrovie dello Stato». Sì, insomma, se Monti dispone, Moretti potrebbe addirittura non capire, ma dovrebbe adeguarsi. Ecco perché il governatore Nichi Vendola, ci riprova. Questa volta lancia un appello al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, «tra i pochi ad avere mostrato sensibilità istituzionale e disponibilità nei confronti delle vicende pugliesi». Ignorato invece qualsiasi riferimento al titolare dei Trasporti Corrado Passera, sospettato di fare orecchie da mercante. Ma tant'è. Vendola reclama innanzi tutto il ripristino del notturno da Taranto a Roma e il potenziamento delle corse diurne con il Nord: «Il capoluogo ionico, in particolare, già piegato dalla vicenda legata al futuro dell'Ilva, è isolato. E questo gap deve essere superato». L'invito a Barca è perché combatta «una battaglia di civiltà» ed eviti che sull'altare «del profitto di Trenitalia» e per colpa «della incuria dei tecnici», si costruisca «un Paese a due velocità». Il capogruppo del Pdl Rocco Palese ha l'impressione che «l'atteggiamento della giunta regionale sulla questione trasporti, sia troppo accondiscendente» e suggerisce a Vendola di «aprire con Palazzo Chigi una vera e propria vertenza Puglia». Un faccia a faccia a trecentosessanta gradi: dai treni che non ci sono agli aerei dell'Alitalia il cui costo è «decisamente esoso» per le tasche della gente. L'altro giorno era stato lo stesso Palese a sollevare il caso Ryanair, che avrebbe cancellato nove voli dagli aeroporti di Bari e Brindisi. Ma ieri lo smentisce senza se e senza ma, l'assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini: «Non c'è alcun disimpegno della compagnia aerea irlandese. Il Pdl offre una rappresentazione infedele della realtà.I numeri piuttosto raccontano che il trend è in crescita: più 9% di passeggeri trasportati da Bari e più 8% da Brindisi. Dall'inizio dell'anno e fino alla fine di ottobre, hanno volato col vettore low cost quasi due milioni e mezzo di persone». Minervini spiega poi che «Aeroporti di Puglia sta svolgendo un eccellente lavoro: diversifica gli operatori per non lasciare scoperte aree importanti. In questa direzione si deve leggere il via alle tratte per Verona e Venezia da parte di Volotea e, dalla prossima primavera, i collegamenti con la Spagna grazie a un'altra low cost, la Vueling». E il serale da Bari a Roma made in Ryanair, che sparisce nel nulla? «Un negoziato è ancora in corso» perché ritorni a materializzarsi. La verità, tira le somme il segretario dell'Udc Angelo Sanza, è che dai velivoli ai treni «dobbiamo sensibilizzare il ministero del professor Monti perché la Puglia possa smettere di chiedere col cappello in mano diritti normalmente riconosciuti altrove. A cominciare da quello alla mobilità. E' la ragione per cui ci impegniamo formalmente perché Barca e Passera affrontino questo genere di grattacapi e trovino una soluzione. Siamo certi che la richiesta non resterà inascoltata» conclude Sanza, per metà accalorato e per metà sornione.