Sì della commissione Bilancio alla legge di stabilità
Per la famiglia-tipo sconto Irpef di 900 euro a neonato
ROMA Alla fine, la legge di stabilità è arrivata nell’aula della Camera con il via libera della Commissione Bilancio. Ma l’approvazione del testo, nella notte tra mercoledì e giovedì, è stata decisamente laboriosa e non è mancata qualche frizione tra il governo e i relatori di maggioranza. Su alcune delle questioni più scottanti che erano rimaste in sospeso è stata infatti trovata una soluzione non gradita dall’esecutivo. Ad esempio, l’incremento di 250 milioni del fondo per la Protezione civile, che servirà alle esigenze dei Comuni colpiti dalle alluvioni di questi giorni, è stato ricavato con un taglio di uguale importo della somma destinata per il 2013 alla detassazione della produttività, che scende così da 1,2 miliardi a 950 milioni. Una scelta esplicitamente criticata dal sottosegretario all’Economia Polillo.
L’IMPEGNO SULLE PENSIONI
Invece un’altra richiesta della maggioranza, l’allentamento dei vincoli alle assunzioni per le forze dell’ordine, ha trovato copertura finanziaria nella riduzione del fondo per il pagamento degli affitti di immobili della pubblica amministrazione (creato per facilitare la dismissione di queste proprietà). Anche in questo caso c’era il parere negativo del governo, che si era opposto pure all’emendamento, approvato,che ha escluso dal patto di stabilità i 223 milioni di finanziamento alle scuole non statali. In questo modo le risorse dovrebbero essere più facilmente spendibili.
Altro tema controverso, quello delle pensioni di guerra, che rispetto al testo originario approvato dal governo sono state di nuovo rese esenti da Irpef con l’eccezione dei trattamenti di reversibilità al di sopra dei 15 mila euro). La richiesta di cancellare anche questo residuo aggravio non è stata finora accolta, ma c’è l’impegno del governo a risolvere la questione in Senato: lo ha confermato in una telefonata notturna lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti. Sempre a Palazzo Madama, con tutta probabilità, il governo presenterà un aggiustamento della norma sulla Tobin tax, con l’obiettivo di differenziare il prelievo rispetto all’attuale aliquota unica (allo 0,05 per cento) per azioni e derivati.
Tra le novità scaturite dall’ultima lunghissima riunione notturna della Commissione c’è anche il riassetto delle detrazioni per figli a carico rispetto alle modifiche già introdotte con la prima versione dell’emendamento dei relatori. L’incremento dell’importo teorico della detrazione standard sale nel 2013 da 800 a 950 euro l’anno (invece che 980) mentre è più sostanzioso l’aumento nel caso che lo sconto riguardi un bambino fino a tre anni (passa a 1220 dagli attuali 900). L’ulteriore maggiorazione per un figlio portatore di handicap (aggiuntiva rispetto a quella standard o per i minori di tre anni) passa invece dagli attuali 220 a 400 euro.
GLI SCONTI EFFETTIVI
L’entità effettiva dello sconto fiscale dipenderà però oltre che dal numero dei figli dal reddito della famiglia, perché l’importo teorico decresce progressivamente fino ad annullarsi intorno ai 95 mila euro. Così ad esempio nel caso di una famiglia-tipo con un reddito di 25 mila euro la detrazione effettiva varrà 700 euro l’anno per un figlio al di sopra dei tre anni e 900 per uno più piccolo: di fatto questo è l’importo che la famiglia percepirà come alleggerimento fiscale a seguito della nascita di un figlio.
Il nuovo assetto della legge è stato salutato con soddisfazione dai relatori Baretta (Pd) e Brunetta (Pdl) oltre che da vari rappresentanti delle forze politiche di maggioranza. Da Londra, dove ha incontrato il suo collega britannico Osborne, il ministro dell’Economia Grilli ha detto che il provvedimento dà un messaggio di «inversione di tendenza» rispetto alla necessità di ottenere il risanamento con la riduzione della spesa piuttosto che con l’incremento delle tasse. Secondo Grilli, che ha avuto incontri anche nella City, la comunità finanziaria sta riconoscendo lo sforzo di risanamento del nostro Paese.