PESCARA. A pagare di più sarà chi ha casa in affitto. Senza sconto per l'Ici, ma con l'addizionale Iperf comunale e regionale e l'aumento della tassa sui rifiuti (Tarsu), la spesa crescerà di 240 euro. Per chi, invece, ha l'abitazione di proprietà l'aumento sarà di poco inferiore ai 220 euro. E' l'incidenza della tassazione locale calcolata dalla Cgil per un contribuente medio. I costi sono misurati su un reddito di 24mila euro e per un appartamento di 90 metri quadri.
Dati che, letti nel contesto delle altre voci del bilancio comunale in via di definizione, non piacciono affatto al sindacato. Ieri pomeriggio i rappresentanti delle organizzazioni di categoria sono stati in Comune per discutere con l'assessore al bilancio Camillo D'Angelo le strategie dell'amministrazione per far quadrare i conti del 2007. E la Cgil ha messo sul tavolo il prospetto che dimostra quanto il gioco di aumenti e riduzioni delle tasse locali penalizzi i redditi medio bassi.
L'IRPEF. L'applicazione delle addizionali dell'imposta sul reddito scatta su due livelli: regionale e comunale. La Regione, con l'incremento dello 0.50%, preleverà dalle tasche dei cittadini 120 euro, considerando sempre l'imponibile di 24mila euro preso come punto di riferimento dalle stime del sindacato. A questi poi vanno aggiunti i 96 euro presi dal Comune con l'ulteriore addizionale dello 0.40%. Sono proprio queste due tasse aggiuntive a rappresentare l'aggravio maggiore per i contribuenti. Combinate insieme costituiscono più della metà dell'aumento complessivo dell'esborso calcolato dalla Cgil provinciale.
LA TARSU. L'altra parte degli aumenti a carico dei cittadini deriva dalla Tarsu. Il sindacato, per un'abitazione di 90 metri quadri, ha calcolato una spesa nel 2006 pari a 254,61 euro. La spesa della tassa sui rifiuti, però, per quest'anno è destinata a crescere. L'amministrazione, nella predisposizione degli allegati al bilanci preventivo, ha fissato un aumento del 10% che farà lievitare l'esborso complessivo a 279,45 euro, con un incremento netto di 24,84 euro. La tassa sui rifiuti si calcola in base alla superficie dell'immobile e dunque il costo aumenterà in maniera proporzionale rispetto alla grandezza dell'abitazione.
SCONTI SULL'ICI. Nel calcolo dell'incidenza della tassazione locale la Cgil ha considerato anche la diminuzione dell'imposta comunale sugli immobili. Il Comune ha deciso di ridurre l'aliquota sulla prima casa dal 3,90 per mille del 2006 al 3,50 per mille da applicare quest'anno. Tradotta in soldi la manovra comporterà, per l'appartamento di 90 metri quadri con rendita catastale di 500 euro preso in considerazione dal sindacato, uno scarto si di 21 euro. L'anno scorso l'esborso a carico del proprietario è stato di 101,46 euro: nel 2007, considerato lo 0,40 per mille di riduzione, il contribuente dovrà pagare 80,46 euro. A conti fatti il piccolo vantaggio economico derivante dall'abbattimento dell'aliquota sulla prima casa sarà ampiamente cancellato dagli aumenti delle altre imposte locali.
IL TOTALE. Lo sconto sull'Ici attutirà il colpo solo per i proprietari dell'abitazione. Le addizionali e l'aumento della Tarsu, meno il risparmio dell'imposta sugli immobili, farà attestare l'aggravio a 219,84 euro l'anno. Per chi ha la casa in affitto, però, i vantaggi dell'Ici non scatteranno, ma si applicheranno le addizionali e l'aumento della Tarsu. Al momento di pagare le tasse locali dovrà tirar fuori 240 euro in più rispetto all'anno scorso.
LO SCIOPERO. Secondo la Cgil, i conti così non vanno. «Il bilancio non è adguato alle esigenze delle fasce più deboli», spiega Paolo Castellucci, segretario provinciale della camera del lavoro, «se non cambierà l'impostazione avvieremo iniziative di lotta, compreso lo sciopero». La posizione, concordata con gli altri sindacati confederali, è stata illustrata ieri nel corso dell'incontro in municipio. Le organizzazioni di categoria hanno presentato una proposta che rimodula i tagli e ridefinisce la distrubuzione di prelievi e risorse. Martedì la sottopporranno ai gruppi consialiri, poi scatterà la protesta.
Vantaggi per gli assegni familiari
PESCARA. Vantaggi per gli assegni familiari. Le novità introdotte dalla Finanziaria varata dal governo aiuteranno soprattutto i lavoratori dipendenti con due figli a carico. Le elaborazioni fatte dalla Cgil sulle buste paga di geannio confermano questa tendenza. A trarne i maggiori benefici sono soprattutto i contribuenti con un reddito di 24.500 euro. Per loro l'assegno mensile è aumentato di circa 80 euro, di cui quasi 50 derivanti proprio dalla rimodulazione degli assegni familiari. Meno incisiva la ridefinizione degli scaglioni Irpef che, per lo stesso lavoratore, comporta una riduzione di circa 30 euro. La fascia media, in generale, è quella che ottiene l'aumento più consistente. Per chi ha un reddito complessivo di 18.900 euro, sempre secondo la Cgil, l'assegno di gennaio è più pesante di 56 euro. Anche in questo caso l'influenza più consistente deriva dai contributi familiari (+31 euro). Oltre i 40mila euro di reddito, l'aumento si attesta a soli 13 euro, al netto di maggiori imposte.