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Data: 17/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Legge di stabilità - Sconto bebè di quasi 1.000 euro. Le detrazioni più alte per i redditi inferiori a 20 mila euro

Bonus di 1.440 euro per l’impiegato con due figli Polillo: «A saldi fermi, governo disponibile al Senato. Impegno sicuro sulle pensioni di guerra»

ROMA Cala la tensione alla Camera, dove il via libera al voto di fiducia di martedì è dato per scontato, ma i nodi non risolti della legge di stabilità potrebbero spostarsi al Senato. Il fondo per gli alluvionati di 250 milioni a discapito del fondo di 1,2 miliardi per la produttività che si è ridotto a 950 milioni e l’allentamento dei vincoli alle assunzioni nelle forze dell’ordine sono ormai dati per acquisiti. Ma la questione delle pensioni di guerra per le quali si è impegnato ad una soluzione addirittura il premier Monti e la decisione su come distribuire le risorse disponibili per il calo dell’Irap dal 2014, sono i primi capitoli che dovrà riprendere in mano palazzo Madama.
«Il governo si presenterà con una posizione aperta - spiega il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo - così come è avvenuto alla Camera. Avevamo proposto una manovra che redistribuisse a lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati quel surplus di 3 miliardi frutto dei sacrifici imposti nei mesi precedenti, chiarendo che oltre non si sarebbe potuto andare. Quello era il significato della correzione di due punti sulle aliquote Irpef. La Camera ha voluto cambiare, spostando pesi e benefici, ma senza alterare i saldi finali. Al Senato avremo lo stesso approccio, non possiamo certo discriminare una camera rispetto all’altra».
PENSIONI DI GUERRA

La contrarietà espressa su alcuni punti a Montecitorio, quindi, era di merito ma non aveva a che fare con l’articolo 81 della Costituzione che impone la copertura sulle leggi di spesa. «Perciò - conclude Polillo - non ci saranno conseguenze procedurali. Metteremo la fiducia sul testo uscito dalla commissione Bilancio». Il voto finale alla Camera è previsto giovedì prossimo e il lunedì successivo la legge di stabilità arriverà al Senato. Polillo dà per certa la modifica sulle pensioni di guerra (estendere la detassazione anche a quelle di reversibilità) e chiarisce che questo per il governo «è un impegno assoluto. La mia chiusura in commissione, in un momento di forte intensità, era dovuta al fatto che ci trovavamo all’inizio del dibattito: Se avessi ceduto in quel momento avrei dovuto cedere su mille altre richieste. L’onorevole Paglia lo ha capito e si è fidato del nostro impegno».
La legge di stabilità è dunque destinata a cambiare ancora e a tornare alla Camera in terza lettura. Intanto si lavora sulle nuove piante organiche degli statali e i primi 4.028 esuberi sul personale non dirigente, «sono destinati ad aumentare perché alcune amministrazioni non hanno ancora conteggiato le eccedenze. È difficile dire esattamente quanti saranno - ha precisato il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi - a spanne potrei dire altri 2.000, ma non è ancora un numero seriamente dato».
LE DETRAZIONI

La consulta dei Caf ha fatto alcuni calcoli sulle detrazioni per i figli a carico e ha verificato che le nuove norme che scatteranno nel 2013 daranno il beneficio più alto, esattamente 963 euro, a chi ha un reddito inferiore a 20.000 euro (per esempio, un giovane operaio) e un bambino di meno di tre anni. Nel caso di due figli piccoli, la detrazione viene più che raddoppiata e arriva a 1.996 euro. Nel caso di un impiegato (reddito tra 35.000 e 40.000 euro) la detrazione per i bimbi più piccoli scende a 700 euro. Il beneficio maggiore però lo avrà il contribuente, sempre con reddito inferiore a 20.000 euro, che ha un figlio disabile più grande di 3 anni. Nel suo caso avrà uno sconto sull’Irpef di 1.239 euro e un miglioramento di 434 euro della disponibilità economica. Naturalmente, più figli si hanno, più sale lo sconto che, nel caso di tre bambini, raggiunge 2.394 euro, restituendo in busta paga 378 euro in più. Come si sa, la detrazione per i figli decresce in funzione del reddito fino ad annullarsi al raggiungimento dei 95.000 euro.

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