Nominato l'avvocato Michele Sandulli. Coldoro:
«Gestione scellerata del passato, ma siamo al lavoro per dare garanzie per i 1300 lavoratori e le loro famiglie»
Eav Bus fallisce ed è un «bagno di sangue» per tutti, i mille trecento dipendenti e gli utenti. E la protesta è immediata: alcuni lavoratori hanno bloccato la Cumana, alla fermata di Agnano.
Dopo la decisione del Tribunale fallimentare di Napoli e la società di trasporto su gomma del Gruppo Eav, holding regionale del settore, ha nominato l'avvocato Michele Sandulli, docente di diritto commerciale, per ricorrere contro la sentenza. Sandulli, secondo quanto si apprende, nominato dai commissari liquidatori Paolo Como e Roberto Pepe, starebbe valutando la possibilità di eccepire un difetto di notifica per quanto riguarda la presentazione dell'istanza di fallimento da parte dei fornitori di cui l'azienda non era stata messa al corrente. In questo caso, se così fosse andrebbero a decadere anche gli effetti della sentenza. I due fornitori dell'Eavbus sono Nitida e Nuova Sicom per un totale di 600mila euro di credito che vantano nei confronti dell'azienda. Sempre secondo quanto si apprende, Nitida, però, tempo fa, avrebbe raggiunto con Eavbus un accordo transattivo. L'azienda ha dichiarato un deficit di bilancio, per gli anni 2011 e 2012 di 39 milioni di euro.
La situazione è gravissima. E la politica la apprende a cose fatte.
«Un'istanza di fallimento di un'azienda pubblica che fa servizio notificata nella notte, veloce e senza discussione con la controparte, con la società». Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in merito all'istanza di fallimento dell'Eav Bus, società di trasporto su gomma della società Eav, sottolineando che «nessuno era stato avvertito se non nella notte».
«Siamo al lavoro già da stanotte - ha affermato - e tenteremo di capire cosa sia successo, nel rispetto che abbiamo sempre per il lavoro della magistratura».
«Garanzie per i 1300 lavoratori, le loro famiglie, i loro stipendi». Di fronte all'istanza di fallimento per l'Eav Bus, società del trasporto su gomma, è a questo che ora «dobbiamo dare risposte immediate» perchè «i lavoratori vanno tutelati». «È l'impegno che hanno preso la Regione e la holding - ha sottolienato - e stiamo vedendo come risolvere». «Questa notte abbiamo lavorato - ha affermato - ho annullato altri impegni, resto qui per lavorare sul tema con la struttura della holding per una risposta immediata e per quello che si può fare di fronte a una procedura fallimentare». Allo stesso modo sono da tutelare anche «le attività dell'impresa che riguardano il trasporto pubblico locale» e, di conseguenza, «garanzia del servizio dell'utente».
La decisione del Tribunale fallimentare «interrompe il percorso avviato di risanamento». Era stata messa a punto «una gestione di liquidazione per la società, per rimetterla in bonus, che oggi non è più possibile per la procedura fallimentare». Serve poi capire come mai, ha spiegato Caldoro, «per un'altra partecipata, l'Astir, è stato invece deciso che non poteva fallire perchè si è ritenuto che una società in hosue non ha possibilità di fallire». «L'Eav è una società che fa servizio pubblico, si occupa del trasporto - ha aggiunto - Occorre capire il perchè di decisioni diverse per due società». Una gestione «scellerata» quella che per il passato ha caratterizzato la holding. «Abbiamo ereditato le partecipate di cui aumentava l'indebitamento, ma non fallivano mai - ha ricordato - L'indebitamento veniva coperto con altro indebitamento».
Anche Nello Polese, amministratore unico dell'Eav, holding dei trasporti della Regione Campania, dice di non essere stato messo in preallarme. «La notifica della sentenza di fallimento della società Eavbus è un evento inatteso di cui non eravamo stati in alcun modo preallertati, che vanifica gli enormi sforzi compiuti finora per garantire un futuro all'azienda stessa e, soprattutto, ai tanti lavoratori». «In questi mesi - ha affermato -ci siamo adoperati alla ricerca delle soluzioni più idonee per far fronte alla difficile situazione economico-finanziaria che abbiamo ereditato dalla precedente gestione». «Ritenevamo, e riteniamo, che il lavoro svolto fosse assolutamente prodromico ad un prosieguo delle attività - ha aggiunto - Abbiamo concretamente avviato il risanamento».