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Data: 17/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi e l’election day fibrillazione nel Pdl

PESCARA Attesa e fibrillazione anche in Abruzzo sull’ipotesi di election day che potrebbe anticipare, a marzo, il voto per le politiche assieme alle regionali di Molise e Lombardia (sul Lazio pesa il nuovo pronunciamento del Tar), e su cui in questi ultimi giorni si è acceso il dibattito tra le forze politiche nazionali.
La domanda che torna con insistenza, e che inquieta in particolar modo il Pdl abruzzese è: cosa farà il governatore Gianni Chiodi? E qui gli scenari che si aprono sono molti. Con l'attuale legge elettorale, nel caso in cui Chiodi decidesse di fare il salto in Parlamento, anche se lui continua a smentire questa eventualità che invece negli ambienti Pdl si insiste nel ritenere assai probabile, non dovrebbe dimettersi automaticamente da presidente della Giunta regionale ma, una volta eletto, avrebbe la possibilità di optare tra le due scelte. Per decidere avrebbe ben sei mesi di tempo. Dunque, in caso di elezioni politiche nel mese di marzo, e in caso Chiodi si presentasse e risultasse eletto, dovrebbe lasciare la carica di governatore in settembre e a quel punto sarebbe il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, a condurre in porto la legislatura fino alla scadenza naturale di fine 2013.
NUOVA LEGGE ELETTORALE
L'insidia è però nascosta in un emendamento alla nuova legge elettorale, ancora in itinere, che prevede l'ineleggibilità alla Camera o al Senato di presidenti e consiglieri regionali. Se la nuova legge elettorale dovesse essere approvata prima dell'ipotetico voto di marzo, così emendata, Chiodi sarebbe obbligato a dimettersi da governatore subito, già nel prossimo febbraio. Anche in questo caso a guidare la Giunta sarebbe il vice Castiglione, ma soltanto fino all'indizione di nuove elezioni da parte del Governo. In questo caso la legislatura regionale avrebbe poche possibilità di raggiungere la scadenza naturale del dicembre 2013. Questa seconda ipotesi sembra blindare ancora di più una candidatura bis di Chiodi alla Regione e una rinuncia alla possibilità di un seggio parlamentare, anche se nessuno nel Pdl è oggi pronto a giurare su quale sarà il vero percorso del governatore. Troppe le variabili che tengono ancora tutti con il fiato sospeso in attesa di una parola chiara su tempi e modalità del voto.

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