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Pescara, 09/05/2026
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Data: 03/02/2007
Testata giornalistica: Prima da Noi
Il porto di Pescara ora è a secco di finanziamenti: la Regione sceglie Ortona

PESCARA. «Gli interventi previsti dall'accordo di programma stipulato tra Regione Abruzzo e Ministero delle Infrastrutture non considerano in alcun modo il porto passeggeri di Pescara e questo è un grave limite per lo sviluppo dell'intera regione».
Non ha gradito la ripartizione dei fondi regionali l'assessore pescarese Moreno Di Pietrantonio che per il "suo" porto vede solo sabbia che si accumula giorno dopo giorno.

La Regione ha deciso di puntare tutto sul porto commerciale di Ortona (che è anche l'unico porto che può fregiarsi di questo nome) e che potrebbe davvero costituire la porta sull'Adriatico. Per questione di mancanza di fondi a Pescara questa volta è toccato pochissimo dopo i milioni degli anni passati finiti in dragaggi.
«Il porto di Pescara», sostiene Di Pietrantonio,. «è l'unica vera porta d'accesso dell'Abruzzo sul mare e questo è un fatto, testimoniato dal continuo aumento che si registra annualmente nella quantità di turisti che visitano la regione dopo essere transitati dal nostro porto. Il porto di Pescara, contrariamente a quanto previsto dall'accordo, ha bisogno di risorse per crescere ulteriormente e sviluppare contestualmente la naturale capacità ricettiva e relazionale di Pescara e dell'Abruzzo. La scelta di puntare sullo sviluppo del porto di Ortona è legittima, ma non lo è quella di destinare tutti i fondi verso questo scalo, ignorando completamente il porto passeggeri pescarese».
Per questa ragione, Di Pietrantonio ha chiesto alla Regione di rivedere quanto previsto dal piano e destinare parte dei fondi allo sviluppo del porto passeggeri.
Il porto di Pescara, lo si ricorda, per la sua conformazione infrastrutturale è un porto che si insabbia a ritmi enormemente più veloci dei normali porti progettati con criteri ragionevoli. Per questo secondo l'Associazione porto (www.portodipescara.it) in 5 anni si sarebbe già spesa per il dragaggio una cifra pari a quella della costruzione dello stesso porto.
L'ultima novità in fatto di dragaggio è stata poi la decisione (unica nel suo genere) della ditta Di Properzio di pagarsi da sé le spese del dragaggio ed assicurare così alle sue petroliere la possibilità di entrare nel porto almeno a metà carico invece che ad un terzo di carico o addirittura meno per evitare che il peso possa far toccare alla chiglia il fondo evidentemente troppo basso.
Intanto Di Pietrantonio si è lanciato in volo anche sulla questione dell'aeroporto.
«Quanto all'aeroporto Liberi», ha detto, «almeno su questo tema finalmente la Regione sembra aver imboccato la giusta direzione, comprendendo che il nostro scalo aeroportuale è una risorsa fondamentale che va valorizzata pienamente, anche attraverso l'istituzione di nuove rotte aeree che colleghino Pescara con le principali mete turistiche estere, come avvenuto per il collegamento con New York. Mi lascia perplesso, invece, come si continui a ipotizzare la realizzazione di un inimmaginabile aeroporto a largo di Ortona. Si tratterebbe di una scelta sbagliata, che avrebbe l'unico effetto di bloccare il costante sviluppo dell'aeroporto d'Abruzzo, portando avanti un progetto improbabile e costosissimo. Dico piuttosto, siamo realisti, e pensiamo allo sviluppo di tutto quanto di magnifico possiede la nostra regione puntando con convinzione su due infrastrutture strategiche come il porto di Pescara e l'aeroporto Liberi».

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