Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.600



Data: 17/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La Provincia lancia sei concorsoni. L’ente sta per sparire ma decide di assumere 8 persone a tempo determinato. Come partecipare alle selezioni

Compensi DI 12MILA EURO per contratti fino a 12 mesi rinnovabili Possono partecipare laureati in legge ingegneria ed economia ma anche i diplomati
Scoppia la Polemica Pecorale accusa: assumono senza risolvere il caso di “Teramo Lavoro” Catarra ribatte: ai precari pagheremo gli stipendi

TERAMO La Provincia di Teramo sta per scomparire ma a sorpresa continua ad assumere. Dopo il contestato bando per l’assunzione di un dirigente tecnico che si è chiuso pochi giorni fa sono stati pubblicati sei nuovi avvisi pubblici per la selezione di otto figure professionali che dovranno lavorare al Pit (Progetto Integrato Territoriale) finanziato dal Por Fesr Abruzzo 2007/2013. Si tratta di contratti di collaborazione che fanno comunque discutere, soprattutto all’indomani del presidio di protesta che giovedì ha i visto i precari di Teramo Lavoro occupare per dieci ore la sala consiliare dell’ente, in attesa di risposte sul proprio futuro lavorativo. Lavoratori a rischio, da un lato, dunque, e nuove figure professionali che entrano, dall’altra. I BANDI. I sei avvisi sono stati pubblicati con la data del 14 novembre sul sito dell’ente e mirano a trovare 8 figure professionali che dovranno svolgere i ruoli di tecnico di ambito, assistente di gestione, assistente e esperto rendicontazione e controlli, assistente tecnico geometra e assistente tecnico ingegnere. I contratti di collaborazione saranno stipulati per la durata d 12 mesi rinnovabili con un impegno che va dalle 10 alle 15 ore a settimana e con compensi che vanno dalle 6mila alle 12mila euro lordi annuali. CHI PUÒ PARTECIPARE. I requisiti variazione a seconda delle figure professionali (vedi tabella) ma, in generale, i bandi possono far gola a laureati in ingegneria, economia e giurisprudenza o a persone con diploma di ragioniere, perito commerciale e geometra. Oltre alla maggiore età i bandi richiedono però esperienza nella gestione e organizzazione di progetti comunitari e privilegeranno chi ha già avuto esperienze nella pubblica amministrazione. La selezione si svolgerà solo con la comparazione dei curricula ed, eventualmente, con colloqui: il termine per inviare le domande è fissato al 29 novembre. Gli assunti lavoreranno per la messa in opera del Pit, il piano integrato territoriale che prevede lo stanziamento di tre milioni di fondi europei destinati alla valorizzazione delle aree montane e che interessano 28 Comuni della provincia. LE CRITICHE. «I bandi sono la dimostrazione delle tante contraddizioni che vive la Provincia e del fatto che dentro l’ente non tutti sono per la sopravvivenza di Teramo Lavoro» spiega Monia Pecorale, sindacalista della Cgil che giovedì insieme al collega Fabio Benitendi della Cisl ha affiancato i lavoratori dell’in-house nel presidio di protesta. «Queste figure si sarebbero benissimo potute individuare tramite Teramo Lavoro attraverso l’affidamento del servizio alla società», continua la Pecorale, «ma evidentemente si è pensato di agire diversamente e fare degli avvisi pubblici. Anche questo atteggiamento è uno dei molti fattori che pesano sul futuro della società e dei lavoratori che poi sono sempre gli unici a rimetterci». GLI STIPENDI. Ai 60 dipendenti dell’in-house che hanno protestato giovedì per il mancato pagamento degli stipendi dopo il blocco del Fondo sociale europeo il presidente Valter Catarra ha assicurato però la copertura economica degli arretrati. «Il pagamento dei servizi resi da Teramo Lavoro, e di conseguenza degli stipendi dei lavoratori, sono un atto dovuto da parte della Provincia e un diritto sacrosanto dei dipendenti» ha detto Catarra «la Provincia pagherà tutto ciò che deve alla società con fondi propri in attesa di chiarire definitivamente l’intera vicenda che ha portato al blocco delle risorse». Catarra ha annunciato inoltre ai lavoratori di aver impugnato tre giorni fa dinanzi al Tar la decisione di blocco dei fondi, chiedendo l’annullamento delle note dell’Autorità di gestione della Regione con le quali veniva comunicata la sospensione dell’erogazione delle risorse.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it