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Data: 18/11/2012
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Produttività - Intesa sulla produttività, la Cisl aderisce. La Uil non firma oggi e fa slittare la decisione a lunedì (Il documento finale sulla produttività)

Sì della Cisl all'intesa tra sindacati e imprese sulla produttività. La Uil, hanno riferito fonti de sindacato, per oggi non firma l'accordo sulla produttività e si riserva una valutazione del documento inviato dalle imprese ieri sera dopo aver riunito la segreteria confederale lunedì mattina. Anche l''Ugl - ha affermato il segretario generale Giovanni Centrella, ha comunicato alle associazioni imprenditoriali «la propria adesione all'accordo sulla produttività». Ancora nessuna indicazione ufficiale da parte della Cgil. Il documento sulla produttività dà una maggiore forza alla contrattazione di secondo livello con una "chiara delega" sulla prestazione lavorativa, gli orari e l'organizzazione del lavoro ma anche con la possibilità che questa intercetti una quota degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti nazionali da collegarsi a incrementi di produttività e redditività.

Bonanni: valutazione positiva sul documento
«La Cisl ha formalizzato stamani alle associazioni imprenditoriali la propria adesione e sottoscrizione all'accordo sulla produttività». Lo ha ricordato in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. «La Cisl ha valutato positivamente il documento che è pienamente in linea e coerente con quanto è stato definito nella lunga e complessa trattativa tra tutte le associazioni imprenditoriali ed i sindacati. Questo accordo - osserva il segretario - rappresenta certamente una iniezione di fiducia ed un segnale positivo per il paese, per i lavoratori e per le imprese. È sicuramente l'inizio di una nuova stagione di relazioni sindacali che porterà benefici complessivi sia al sistema economico italiano, sia alle buste paga dei lavoratori attraverso la detassazione del secondo livello di contrattazione, legata agli aumenti di produttivita».

Solo qualche aggiunta rispetto al testo già concordato

Frutto di un intenso lavoro – fatto di contatti informali costanti, un fitto scambio di e-mail, telefonate, riunioni tecniche tra le parti sociali -, il documento finale sulla produttività rispecchia la sostanza del testo concordato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil lo scorso 17 ottobre. Con qualche aggiunta per tener conto delle esigenze delle piccole imprese, bilanciandole con le richieste dei sindacati.

Il "cuore" è rimasto lo stesso, ovvero il ruolo del contratto nazionale (che garantisce a tutti i lavoratori del settore la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni), il maggior peso spostato sulla contrattazione di secondo livello (che si esercita su tutti gli istituti legati alla produttività aziendale, quali le prestazioni, gli orari, l'organizzazione del lavoro, e può distribuire una quota di aumenti indicata nel contratto nazionale legandola al raggiungimento di obiettivi di redditività, con la clausola di salvaguardia per i lavoratori delle imprese nelle quali non si fa contrattazione decentrata). Resta lo stesso anche il riferimento all'indicatore Ipca al quale agganciare gli aumenti contrattuali, che rappresenta un tetto massimo: in sede di rinnovo gli incrementi verranno concordati tenendo conto anche di una serie di fattori (tendenze generali dell'economia, del mercato del lavoro, raffronto competitivo internazionale, andamenti specifici del settore).

Anche sulle materie più delicate, oggi regolate dalla legge, come le mansioni, l'introduzione delle nuove tecnologie, la ridefinizione delle sistemi di orari, è passata l'impostazione concordata con il sindacato, che affida i temi alla negoziazione tra le parti, con l'invito al legislatore ad intervenire con provvedimenti coerenti alle indicazioni che arrivano dalle parti (con la sola novità del riferimento agli avvisi comuni). Resta identico l'impegno a dare attuazione in tempi stretti al novo sistema di misurazione della rappresentanza sindacale nel privato, secondo i criteri individuati nell'accordo del 28 giugno 2011, basato sul mix tra voti alle elezioni delle Rsu e iscritti. Il documento stabilisce che entro il 31 dicembre dovrà essere attuata la nuova disciplina. Tutti temi, questi, concordati tra i tecnici delle imprese, quelli di Cgil, Cisl e Uil, lo scorso 17 ottobre.

E veniamo alle novità frutto del lavoro intenso delle ultime settimane: è stata inserita una premessa "politica" – fortemente richiesta dal sindacato- per chiedere al governo di rendere «stabili e certe» le misure di detassazione del salario di produttività, con l'indicazione del ripristino del tetto di redditi 40mila euro (rispetto agli attuali 30mila), insieme alla misure di decontribuzione. È stato inserito per i contratti nazionali il riferimento all'«obiettivo mirato» della tutela del poter d'acquisto delle retribuzioni. È stata introdotta la richiesta di un incontro al governo sul tema della partecipazione de lavoratori nell'impresa, prima dell'esercizio della delega. Ed è stato cancellato il riferimento, contenuto nel testo alternativo elaborato dalle piccole imprese, al «superamento degli automatismi contrattual», sul quale c'era la netta contrarietà del sindacato.

Ecco perché, ragionando esclusivamente sul merito del documento, si fa fatica a capire la ragione del dissenso della Cgil, che soltanto un mese fa aveva concordato lo stesso testo, e nelle scorse settimane è stata parte attiva nell'introduzione delle modifiche. Anche perché la partita non si chiude qui: bisognerà vedere se l'impostazione avrà il gradimento del governo che ha condizionato l'erogazione delle risorse ad un «buon accordo».

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