Impegni e richieste al governo, da investimenti a fisco, nel testo inviato dalle associazioni imprenditoriali alle sigle sindacali. Il segretario Cisl: "Nuova stagione con salari più alti e meno tasse sul lavoro". Il sindacato di Angeletti rinvia a lunedì la decisione. Probabile il 'no' della Cgil.
ROMA - Arrivano le prime firme dei sindacati che sottoscrivono il documento sulla produttività, sette punti in dieci pagine, messo a punto dalle associazioni imprenditoriali Confindustria, Abi, Ania, Rete Imprese Italia e Alleanza delle cooperative. La prima è quella di Raffaele Bonanni: "E' l'inizio di una nuova stagione che alzerà i salari con meno tasse sul lavoro", commenta in riferimento ai punti del documento sulla contrattazione di secondo livello e sulle richiste rivolte al governo per riformare il sistema fiscale che grava sulle imprese. Il testo sottoscritto, ha aggiunto il segretario Cisl, è "pienamente in linea e coerente con quanto è stato definito nella lunga e complessa trattativa tra tutte le associazioni imprenditoriali e i sindacati, un accordo che rappresenta certamente una iniezione di fiducia e un segnale positivo per il Paese, per i lavoratori e per le imprese". Firma anche l'Ugl di Giovanni Centrella.
I DUBBIOSI E I CONTRARI. La Uil di Luigi Angeletti invece rinvia al decisione a lunedì, quando si si riunirà la segreteria confederale. Probabile invece il 'no' della Cgil, dopo le richieste avanzate dal segretario Susanna Camusso. A ribadire le posizioni nette del sindacato ci sono le parole del leader dei metalmeccanici Cgil Maurizio Landini: "Le associazioni dell'industria continuano a mettere in discussone il ruolo del contratto nazionale e introducono addirittura il diritto in azienda di poter derogare alle leggi, come con l'articolo 8 voluto dall'ex ministro Sacconi che noi consideriamo incostituzionale".
I CONTENUTI DEL DOCUMENTO. Il testo è intitolato "Linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia" ed è articolato in sette paragrafi. Approfondisce i capitoli relazioni industriali e contrattazione collettiva, rappresentanza, partecipazione dei lavoratori nell'impresa, formazione e occupabilità delle persone, mercato del lavoro e misure di solidarietà intergenerazionale, contrattazione collettiva per la produttività. Il cuore del documento è la contrattazione, uno "strumento utile per perseguire la crescita della produttività e della competitività in Italia", e dopo un riferimento alla necessità di "valorizzare l'autonomia contrattuale", le parti mettono in chiaro che "si attendono che le determinazioni di governo e parlamento, volte a incentivare questi processi, risultino conseguentemente coerenti, con adeguate e strutturali misure di incentivazione fiscale e contributiva". Riferimento chiaro alle risorse indicate nella Legge di Stabilità.
IL GOVERNO "RIFORMI IL SISTEMA FISCALE". Al governo vengono chiesti anche "indirizzi programmatici e piani di intervento per la modernizzazione del Paese" e, soprattutto, una "riforma del sistema fiscale che lo renda più equo e in grado di ridurre la quota del prelievo che oggi grava sul lavoro e sulle imprese in maniera del tutto sproporzionata e tale da disincentivare investimenti e occupazione". Se la contrattazione dovrà "tener conto delle specificità dei diversi contratti", favorendo quella di secondo livello, il contratto collettivo nazionale avrà invece l'obiettivo di "tutelare il potere di acquisto delle retribuzioni, a patto che sia coerente con le tendenze generali dell'economia, del mercato del lavoro, del raffronto competitivo internazionale e degli andamenti specifici del settore". Una parte degli aumenti, si legge nel testo, potranno essere destinati alla produttività, per "attivare forme di detassazione (con un prelievo del 10 per cento)".