La decisione presa dal sindaco per effettuare verifiche sui puntellamenti Restano aperte solo alcune strade. Malumore fra i commercianti
L’AQUILA Tre scosse nell’arco di poche ore, la più forte di magnitudo 3.2 registrata 11 minuti dopo la mezzanotte, e tra gli aquilani è tornata la paura terremoto. Tante le telefonate ai vigili del fuoco e non sono state poche le persone che hanno preferito trascorrere la notte in macchina. Un nuovo sciame sismico che ieri mattina ha spinto l’amministrazione comunale a riunirsi con urgenza e a disporre in primo luogo la chiusura temporanea, almeno per una decina di giorni, del centro storico – fatta eccezione per corso Federico II, piazza Duomo, via Castello, piazza del Teatro, via Zara, via Veneto e piazza San Bernardino - per dare modo ai vigili del fuoco e ai tecnici di verificare lo stato di “salute” dei puntellamenti. Naturalmente chiuse, tra le proteste degli operatori, anche le attività commerciali e i locali della movida ospitati nella zona destinata in questi giorni a restare inaccessibile. Una decisione, questa, che era già da giorni nell’aria considerato che la necessità di una verifica sullo stato in cui versano i puntellamenti nel centro storico era emersa nel corso della riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico tenuta martedì scorso. Le nuove scosse hanno accelerato la decisione. «Come era già accaduto in occasione dello sciame sismico, che oltre un anno e mezzo fa interessò l’Alta Valle dell’Aterno, e in seguito all’abbondante nevicata del febbraio scorso, abbiamo deliberato la temporanea chiusura del centro storico», ha detto il sindaco Massimo Cialente. «Ma quanto disposto» ha precisato «è in perfetta coincidenza e sintonia con ciò che è stato stabilito nella riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico che è stata presieduta dal prefetto. Abbiamo anche deciso che al momento dell’eventuale riapertura del centro storico, tutte le attività commerciali in esso ricomprese dovranno presentare nuovamente una certificazione di temporanea agibilità. Chiediamo a tutti di avere pazienza, ma si tratta di misure necessarie per la sicurezza». Un’ordinanza accolta tra le proteste dai commercianti che in serata hanno parlato di «un’iniziativa che colpisce solo alcuni. È inaudito far chiudere locali che si trovano in sedi dichiarate A, mentre si continuano a far restare aperti esercizi posizionati in edifici che di sicuro hanno davvero poco o nulla». Polemiche destinate a non rientrare facilmente. Ma intanto la riunione straordinaria della giunta è servita anche per verificare la funzionalità dell’apparato di protezione civile comunale e la fruibilità delle aree di attesa e di accoglienza, attualmente due, collocate una a Paganica e l’altra a Coppito (Murata Gigotti). A tal proposito, secondo quanto riferito dal vice sindaco e assessore alla protezione civile, Roberto Riga, l’Asm - con la quale il Comune ha sottoscritto un protocollo d’intesa per la fornitura di personale e mezzi per l’emergenza - ha già avviato un piano di intervento per la pulizia di tutte le aree di attesa. «Abbiamo inoltre organizzato, con l’ausilio dei gruppi di protezione civile che operano a Paganica e Coppito, le due aree di accoglienza dove, in caso di emergenza, i cittadini potranno recarsi per avere informazioni e un servizio di prima assistenza. Vogliamo anche ricordare alla città», ha concluso Riga, «che sul sito del Comune è possibile trovare tutte le informazioni necessarie su cosa fare e dove recarsi». L’amministrazione ha ribadito, infatti, l’invito a tenere a mente l’area di raccolta relativa alla propria abitazione e al proprio posto di lavoro, ed è tornata a consigliare a tutti i genitori di concordare con i propri figli, in caso di necessità, le modalità e i tempi per raggiungerli con tranquillità, senza provocare confusione e paralisi del traffico, nelle aree di raccolta di ciascun edificio». Sin qui le raccomandazioni, mentre è già partita la richiesta urgente di un incontro con la Protezione civile regionale al fine di concordare ulteriori ed eventuali misure da poter adottare. Immancabili anche le polemiche con l’assessore regionale Gianfranco Giuliante «dal quale» ha detto il sindaco Cialente «mi aspetterei, anziché dichiarazioni politiche e invettive, azioni e proposte concrete poiché credo che le istituzioni debbano parlare con atti e, in questo caso, con finanziamenti». «Stiamo monitorando il territorio», ha spiegato Silvio Liberatore, responsabile dell’ufficio volontariato della protezione civile regionale. «Non c’è preallerta, ma abbiamo avviato un’azione volta ad informare la popolazione sulla situazione. Si tratta, comunque, di una procedura standard ». Intanto, nella scuola media di San Pio delle Camere e all’istituto per geometri dell’Aquila, le cui sedi sono entrambe in muratura, ieri sono andate in scena prove di evacuazione. A disporre l’iniziativa è stato il dirigente scolastico Nicola Menna.