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Data: 03/02/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«L'ex ferrovia va acquistata». I sindaci premono sulla Regione dopo l'arrivo delle oasi

LANCIANO. «E' necessario acquistare subito le aree dell'ex ferrovia». I sindaci della Costa dei trabocchi, dopo l'approvazione in commissione regionale di un sistema di riserve tra Ortona e Vasto, chiedono alla Regione di fissare un incontro con le Ferrovie per definire il prezzo delle aree. «L'estate si avvicina», aggiungono, «non vogliamo far passare i turisti di nuovo tra rovi e sporcizia».
Richieste a parte, i sindaci sono soddisfatti per l'approvazione, da parte della seconda commissione regionale che si è riunita giovedì all'Aquila, del sistema di riserve sull'ex tracciato ferroviario (individua quattro nuove riserve: i Ripari di Giobbe e Punta dell'Acquabella a Ortona, la Grotta delle farfalle di Rocca San Giovanni-San Vito, la Marina di Vasto). «Il via libera della commissione rappresenta solamente un primo passo», precisa Teresa Giannantonio (Ds), sindaco di San Vito, «ci siamo battuti perché la nostra zona, una delle più belle dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, fosse protetta. Ma dobbiamo andare avanti. E' necessario acquistare l'area dalla Real Estate, la società che gestisce il patrimonio delle Ferrovie dello Stato, e presentare un progetto unitario sull'utilizzo, perché non si può spezzettare la costa con piani diversi tra i vari Comuni. Per quanto riguarda il discorso sul Parco della costa teatina», aggiunge la Giannantonio, «ci incontreremo a giorni per definirne la perimetrazione, che riguarderà un'area più ampia della riserva».
Dello stesso parere il primo cittadino di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio (Udc). «La perimetrazione del parco è un passo richiesto dal ministero dell'Ambiente», sottolinea Di Giuseppantonio, «ma adesso il nostro problema non è il parco, ma l'acquisto delle aree di risulta, finalmente vincolate, E poi va affidato a uno studio tecnico il progetto per decidere qual è il migliore utilizzo per l'ex tracciato e le vecchie stazioni di Fossacesia, San Vito e Torino di Sangro». Secondo il sindaco di Fossacesia, i Comuni hanno tante idee, ma tutte diverse: piste ciclabili, percorsi pedonali, punti-ristoro, sportelli informativi, pontili sul mare. Ma che cosa è realizzabile e quali sono i costi? C'è poi un problema ancora più urgente da risolvere, anche con l'aiuto della Regione: la manutenzione dei 42 chilometri di ferrovia in vista dell'estate. «Non siamo disposti a trascorrere la seconda estate con un tracciato invaso da erbacce, rovi e sporcizia e utilizzato dai villeggianti per raggiungere il mare», affermano i sindaci di San Vito, Rocca San Giovanni e Fossacesia. «Parte dei soldi del fondo di rotazione inserito nella proposta di legge approvata giovedì serve per la manutenzione delle aree», afferma Di Giuseppantonio, «una manutenzione che possiamo fare solo se la Real Estate ci concede in comodato gratuito l'uso delle aree di risulta. L'anno scorso l'intesa è saltata e turisti e bagnanti, per scendere al mare, sono stati costretti a passare tra i rovi di un tracciato abbandonato. Non è stato un bel biglietto da visita».
«E se succede qualche incidente, di chi è la responsabilità?», si domanda Giovanni Di Rito (lista civica di centrodestra), sindaco di Rocca San Giovanni, «non sappiamo a chi spetta rispondere di eventuali incidenti perché le Ferrovie hanno ormai lasciato le aree, ma queste non sono passate ai Comuni. Dobbiamo trovare i fondi per l'acquisto, prima che sia troppo tardi».

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