NAPOLI - Sospensione delle attività: gli autobus dell’Eav potrebbero spegnere i motori. L’ordine di servizio è stato preparato ieri sera dal curatore fallimentare, Maurizio Siciliani, ma in nottata c’è stato un accordo per rinviare la decisione a lunedì.
Decisiva la mediazione della prefettura che ha inviato una nota al curatore, importante la telefonata del governatore Caldoro al magistrato Aldo Cennicola per chiedere di «congelare» ogni decisione in considerazione dell’importanza del servizio pubblico da garantire. Il curatore non può autorizzare alcuna spesa ma avrebbe accettato di non siglare ancora l’ordine di servizio.
Resta convocato il tavolo tecnico composto dal governatore Caldoro, gli assessori Vetrella (Trasporti) e Nappi (Lavoro), il manager di Eav Nello Polese, il liquidatore di Eav Bus Paolo Como, i segretari confederali e di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Confail. Elaborato un documento nel quale, tra l’altro, si chiede di avanzare alla curatela la proposta di affitto d’azienda «per salvaguardare servizio e livelli occupazionali».
Intorno a Palazzo Santa Lucia un cordone di lavoratori ha tenuto d’assedio il vertice fino allo sciogliersi della tensione con l’annuncio della tregua. Toni tesi nei palazzi ma anche in strada. Le assemblee spontanee della notte di giovedì sono diventate presidi di piazza: un autobus di linea è stato messo di traverso sui binari della Cumana in via Nuova Agnano, all’altezza del passaggio a livello. Presidio di polizia e blocco rimosso solo alle 14.30. Ma la mobilitazione è stata generale, con i sindaci dei Comuni della provincia che hanno lanciato messaggi preoccupati alla Regione e chiedono garanzie per il servizio.
Ieri mattina è comunque scattata subito la macchina istituzionale. È stata avviata un’indagine interna all’Eav per verificare eventuali responsabilità. Eav stessa ha nominato l’avvocato Michele Sandulli, docente di diritto commerciale, per ricorrere contro la sentenza. E Sandulli avrebbe individuato la possibilità di eccepire un difetto di notifica per quanto riguarda la presentazione dell’istanza di fallimento da parte dei fornitori. Ricostruiti anche alcuni passaggi chiave: a febbraio parte la prima notifica che viene recapitata a Giuseppe Ossorio, ex presidente di EavBus e parlamentare dei Repubblicani. Ossorio però non è più il manager e rigetta la notifica che, quindi, viene effettuata al successivo presidente, Roberto Pepe. In questi casi, però, deve esserci una doppia notifica che, in realtà, non ci sarebbe stata perché la prima sarebbe nulla. Intanto EavBus ha siglato una transazione con la Nitida, una delle due società creditrici, e va avanti solo la Nuova Socom. Fino alla sentenza di fallimento firmata dal giudice Aldo Cennicola. Ma il ricorso può non essere l’unica soluzione. In parallelo, infatti, si muove anche la Regione per trovare i 600mila euro necessari a cancellare il debito e tornare davanti alla commissione fallimentare con le carte in regola. In entrambi i casi, si punta a far decadere gli effetti della sentenza.
In serata Caldoro, dopo una consultazione con i commissari governativi Vincenzo Ambrosi e Pietro Voci, ha quindi convocato le parti sociali. E nella notte viene siglato il documento a firma di Caldoro, assessori, azienda e sindacati. Lunedì ci sarà un incontro tra curatori e la Regione che si è impegnata a reperire dei fondi che potrebbero sbloccare la situazione. Tra i punti chiave del testo l’accertamento delle responsabilità e la preservazione di 4,5 milioni che, d’accordo con il magistrato, si deciderà come utilizzare per pagare gli stipendi.
Ma le segreterie regionali tuonano. «È un fallimento inquietante - afferma Anna Rea, leader della Uil - ci lasciano perplessi le modalità, affatto chiare, con cui si mettono i sigilli ad un’azienda così importante dichiarandone “in fretta e furia” il fallimento. Caldoro dia garanzie ai lavoratori».