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Data: 19/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Arriva il “redditest” lo strumento fai da te che misura le spese. Domani presentazione da parte dell’Agenzia delle entrate Semaforo rosso se i consumi non sono coerenti col reddito

ROMA Il sistema, sulla carta, è elementare: semaforo verde se le spese sono compatibili con il proprio reddito, luce rossa se, al contrario, non risultano congrue. A poco più di un mese dall’entrata in vigore del nuovo “redditometro” – lo strumento costruito per misurare le spese, il cui debutto è atteso a gennaio – arriva il “redditest”, strumento fai da te per scoprire se la dichiarazione destinata al fisco rischia di essere un boomerang, facendo scattare accertamenti. Dopo settimane di annunci, il modello di “autodiagnosi” contributiva sarà presentato ufficialmente domani dall’Agenzia delle entrate nell’ambito delle iniziative contro l’evasione fiscale e sarà accompagnato da una campagna informativa per sensibilizzare i cittadini a utilizzare l’applicazione, che sarà resa disponibile on line: il software potrà essere scaricato in maniera semplice sul proprio computer e compilato in modo da verificare la coerenza tra il proprio reddito e le spese sostenute nel corso dell’anno. Si potranno evitare così, ha spiegato nei giorni scorsi il direttore generale dell’Agenzia, Attilio Befera, «problemi e controlli». Il redditest non produrrà alcuna conseguenza sul piano fiscale: si tratta, infatti, esclusivamente di uno strumento di orientamento: «I dati inseriti rimangono noti al solo contribuente e non lasciano alcuna traccia sul web» ha chiarito Befera. Scaricato il programma dal web, insomma, solo il cittadino potrà avere accesso ai risultati dell’auto-esame. Il funzionamento è semplice: il contribuente dovrà inserire nei singoli campi le spese sostenute nel corso dell’anno e già note all’amministrazione finanziaria attraverso altri canali (l’acquisto di una casa o di un’auto, per esempio), quindi il programma aggiungerà in automatico le spese presunte, basate cioé su consumi indispensabili, come alimentari, abbigliamento, utenze, calcolate in base a dati Istat e relativi a una famiglia tipo in una determinata area geografica: a questo punto comincerà il calcolo, al termine del quale scatterà il semaforo verde o rosso. Se la luce rossa indicherà uno scostamento troppo elevato tra reddito e spese, tale da poter provocare un controllo da parte dell’Agenzia delle entrate, allora il cittadino potrà correre ai ripari per modificare i comportamenti e quindi le spese che determinano l’incongruenza, in vista della dichiarazione dei redditi. Le voci di spesa sono un centinaio, riferite a sette diverse categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, investimenti immobiliari e mobiliari e altre spese significative. Esattamente come avviene per il redditometro, dunque, il redditest non prende in esame solo le spese di lusso, ma anche acquisti e spese senza eccessi, come il nido per il bimbo o l’abbonamento alla pay-tv. Del resto, come ha spiegato Befera, il redditometro «non misurerà la ricchezza, ma le spese», per confrontarle con il reddito dichiarato, in base al principio che, se ci sono le spese deve esserci anche un reddito che le ha consentite.

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