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Pescara, 26/03/2026
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Data: 20/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Squinzi allunga i tempi: ripresa nel 2015. Il presidente Conifindustria punta su riforme e liberalizzazioni: dal settore manufatturiero può arrivare la spinta decisiva

Gianni Letta: lo spirito unitario del dopo sisma è lo stesso che serve per uscire dalla crisi

PESCARA «Se l'economista Keynes fosse ancora vivo e se gli dicessimo che il debito pubblico è arrivato a duemila miliardi di euro, che il rapporto tra debito pubblico e Pil ha raggiunto il 120 per cento e che la spesa pubblica supera il 50 per cento del Pil, proponendogli anche lo “spend now and pay later”, credo che ci citerebbe per danni e chiamerebbe la “neuro” per farci rinchiudere». Questa la riflessione del presidente della Regione, Gianni Chiodi, in occasione della sesta Convention delle Imprese, organizzata a Pescara da Confindustria Abruzzo. L'iniziativa, dal titolo "Orizzonti per la ripresa: le sfide da vincere", si è svolta nel padiglione espositivo del Porto Turistico Marina di Pescara. Ai lavori, moderati dal direttore del quotidiano Il Centro, Mauro Tedeschini, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente nazionale di Confindustria, Giorgio Squinzi, il segretariodell'Udc, Lorenzo Cesa, il ministro dell'Agricoltura, Mario Catania, l’ex sottosgretario alla Presidenza del Consiglio, l’abruzzese Gianni Letta, il direttore del dipartimento Economia e Finanza dell'università Luiss di Roma, Giorgio Di Giorgio, e l'economista e docente universitario Nicola Mattoscio.Presenti in platea i vertici di Confindustria Abruzzo al gran completo, oltre a decine di imprenditori ed esponenti del mondo politico, economico, sindacale ed associazionistico abruzzese. I presenti hanno analizzato l'attuale situazione economica e si sono soffermati sulle sfide e sulle scommesse che vanno affrontate per poter finalmente parlare di certezze e di crescita sociale ed economica. «Anche in Abruzzo le imprese hanno dovuto rivedere i piani produzione e di investimento», ha sottolineato nel suo intervento Giorgio Squinzi, «a fronte di una capacità produttiva inutilizzata e di una domanda sempre più debole. In Italia», ha detto il presidente di Confindustria, «gli effetti della crisi si sommano ad una situazione che già era difficile in precedenza. Allora bisogna guardare questi problemi in faccia, tentando di farli diventare delle opportunità per consentire al Paese di venir fuori rafforzato». Secondo Squinzi la ripresa è possibile per il 2015: «È necessario ripartire dai punti di forza del Paese, uno per tutti l'industria manifatturiera. Se è vero che l'innovazione tecnologica è il motore della crescita», ha detto il leader degli industriali, «è anche vero che l'industria manifatturiera è la sala macchine della crescita, essendo il cuore del sistema innovativo». «Bisogna liberalizzare, privatizzare e puntare, quindi, alle riforme per migliorare, con una spending review vera e radicale, l'impiego dei soldi dei contribuenti», ha aggiunto, sottolineando che «questo Governo ha avuto la forza e la capacità di iniziare un percorso di riforme da molto tempo attese in Italia». Gianni Letta ha invece messo in parallelo la tragedia abruzzese del terremoto dell'Aquila e l'attuale situazione economica: «Lo spirito unitario che ha caratterizzato l'emergenza, i primi giorni ed i primi mesi in seguito al sisma», ha affermato, «è lo stesso spirito che serve anche in Italia per uscire dalla crisi». Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, «senza l'unità tra le forze politiche e sociali, proprio come quella che si è verificata nei momenti più complessi della storia italiana, il nostro Paese non uscirà da questa situazione di crisi». Dal canto suo, Chiodi ha ricordato la strategia adottata dalla sua Giunta e i risultati ottenuti, dalla riduzione delle tasse ai fondi Fas, dalla riduzione del debito al Patto per lo Sviluppo dell'Abruzzo. «Una classe dirigente», ha detto il governatore, «che di fronte ad una situazione drammatica ha cominciato a lavorare unita, anticipando le scelte fatte dal Governo nazionale».

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