PESCARA Platea d'eccezione per la sesta convention delle imprese organizzata da Confindustria Abruzzo. A convegno, nel padiglione ex-Cofa del porto turistico di Pescara, il gotha del mondo politico, sindacale e imprenditoriale abruzzese. Presenti anche il ministro delle politiche agricole Mario Catania, il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi. Il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, nella sua relazione lancia i sette assi d'intervento per rimettere in moto l'economia della regione e dell'intero Paese: semplificazione amministrativa, rilancio della competitività, riforma della pubblica amministrazione, riduzione della pressione fiscale, legge elettorali che favoriscano la governabilità, lotta all'evasione fiscale, sostegno all'economia. «Vogliamo guardare al futuro con ottimismo - dice il padrone di casa - ma non possiamo dimenticare che tutto il sistema Italia è a un passo dal default». Angelucci snocciola i gravi problemi infrastrutturali che interessano la regione, «dal dramma del porto di Pescara alla necessità di individuare una vocazione più idonea per l'aeroporto d'Abruzzo», e rimarca come «sulla tragedia del sisma aquilano non sia ancora stata scritta la parola fine». Il consenso degli interlocutori è unanime. «La relazione di Angelucci - rileva Gianni Letta - ha individuato con la concretezza tipica degli abruzzesi sette nodi realmente strategici e si è conclusa con un appello alla coesione». A tal proposito l'ex uomo ombra di Berlusconi osserva: «Occorre ritrovare le ragioni del nostro stare insieme e tornare a credere nel Paese, come accadde proprio a L'Aquila, nei mesi successivi alla tragedia del sisma, quando vennero superate divisioni e gerarchie in un clima di grande solidarietà e partecipazione». Letta rivendica la bontà del lavoro svolto all'Aquila dal governo Berlusconi. «Nell'immediato siamo riusciti a dare a tutti un'abitazione, mentre per ricostruire il centro storico ci vorranno degli anni - dice -. Ritardi ci sono stati, ma sono legati a quei nodi evocati da Angelucci, a partire dall'eccesso di burocrazia». Consensi anche per il presidente della Regione, Chiodi. Angelucci gli dà atto di aver raccolto «la sfida del Patto per lo sviluppo, pur sapendo di trovarsi sui carboni ardenti». Chiodi contraccambia sottolineando che «anche all'interno del Patto ci sono stati momenti difficili, ma proprio grazie al Patto l'Abruzzo ha recuperato il gap di credibilità che aveva colpito la classe dirigente della regione». Il presidente della giunta fornisce la sua ricetta per far ripartire l'Abruzzo: «Il contesto internazionale è realmente molto critico, ma il risanamento del debito, la riduzione delle tasse e l'utilizzo dei fondi Fas rappresentano dei punti di forza». Sulla riduzione delle addizionali Irap, Chiodi incassa anche il plauso del presidente nazionale di Confindustria: «Un provvedimento virtuoso che dovrebbe essere di esempio - rileva Squinzi -. E' assolutamente necessario abbassare questa imposta iniqua, che va ad impattare sulla salute delle aziende». Sulle possibilità di ripresa del Paese, Squinzi appare pessimista: »Non prima del 2015».