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Pescara, 24/03/2026
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Data: 20/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le primarie (c-dx) - Pdl, la Meloni c’è. Folla di candidati alle primarie. L’ex ministro: io in campo per dire no al Monti bis. Corrono anche Mussolini e Sgarbi.

Il partito è spaccato Alfano: è una competizione vera, ma le candidature ufficiali saranno quelle accompagnate dalle firme

IL CASO
ROMA Anche le primarie del Pdl prendono faticosamente le mosse, nell’ostentato disinteresse di Silvio Berlusconi e con Angelino Alfano, nella sua veste di segretario e di favorito, a dare le carte. Ma a poche ore dal termine per l’annuncio delle candidature, ai blocchi di partenza si presenta un concorrente che - a differenza degli altri nove - potrebbe, se non impensierire per la vittoria, creare più di un fastidio alla corsa dell’ex Guardasigilli. Si tratta di Giorgia Meloni che, dopo aver tentennato a lungo, ha rotto gli indugi ed è scesa in campo attribuendosi la mission di «dire un no chiaro al Monti bis, che è stata un’esperienza fallimentare».
Assieme all’ex ministro della Gioventù, hanno già annunciato la loro candidatura Daniela Santanché, Alessandra Mussolini, Vittorio Sgarbi, Giancarlo Galan, Guido Crosetto. E poi, Michaela Biancofiore, promotrice delle ultrà berlusconiane «amazzoni azzurre», Alessandro Cattaneo, leader dei «formattatori» paladini del rinnovamento, Alfonso Luigi Marra, avvocato e già parlamentare europeo e, infine, Gianpiero Samorì, il banchiere modenese che, dopo alcuni abboccamenti con il Cavaliere e dopo aver rotto con Sgarbi, è sceso in campo con notevole disponibilità di mezzi e - pare - sostegno popolare. A questi potrebbero aggiungersi altri quattro o cinque nomi di secondo piano.
Giorgia Meloni motiva la sua decisione di partecipare alle primarie, con la necessità di «rappresentare i delusi, e credo di poterlo fare perché talvolta il Pdl e il centrodestra hanno deluso anche me». Unico candidato di provenienza An, l’ex ministro sembra dividere seriamente il partito e non appare preoccupata dal fatto che tutti gli ex colonnelli di An abbiano già fatto la loro scelta pro Alfano. E non sembrano certo intenzionati a far marcia indietro, con Alessandra Mussolini che accoglie la discesa in campo della Meloni con uno sfottente «salutame a’mammeta» e Altero Matteoli che non va al di là di un tributo di «massimo rispetto» per la sua candidatura.
Né mancano veleni reciproci tra gli altri partecipanti alla corsa azzurra. Vittorio Sgarbi si autoproclama «unico candidato vero, gli altri sono solo dei funzionari». Il critico d’arte, fondatore del Partito della Rivoluzione, se la prende soprattutto con Samorì che ha rotto il sodalizio che aveva con lui e dice: «Io l’ho creato, ma lui ha tradito sia me che Berlusconi». L’outsider modenese non si cura della polemica, e dopo aver risposto al partito rivoluzionario di Sgarbi con il lancio dei «Moderati in rivoluzione», motiva la sua scesa in lizza con la necessità di «dare legittimità alla classe dirigente dell’area moderata». Cosa che, osserva Samorì, «non può fare Alfano che è stato acclamato, senza alcun tipo di legittimazione, due anni fa».
A tutti replica, con un certo ottimismo di facciata, lo stesso Alfano prevedendo che «sarà una gara vera, una bella sfida. Ci confronteremo sulle idee e non sarà una fiera delle vanità». Intanto, però, il segretario deve ridimensionare il calendario delle primarie: non più i due o tre mesi per farle all’americana, Regione per Regione, ma concentrando le consultazioni in un’unica, al massimo due date. La decisione finale verrà presa in un vertice del partito, al momento solo una precisazione, ma fondamentale: «Va bene con gli annunci, ma le candidature vere - puntualizza Alfano - saranno quelle accompagnate da almeno diecimila firme da presentare entro il 25 novembre». L’ex guardasigilli non si scompone neppure davanti alla considerazione dell’ex An Mario Landolfi che gli dice: «Se non raggiungi almeno il 50% dei voti alle primarie, rischi la delegittimazione». «Non credo - replica serafico il segretario - che si sia arrivati a questo livello di veleni...».

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