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Pescara, 24/03/2026
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Data: 20/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
La denuncia dopo 36 ore «Ha gestito tutto la scorta». Il ragioniere che dava soldi alle Olgettine per le feste

La preoccupazione del Cavaliere per i legami del contabile con il sexgate. I fedelissimi e la famiglia «Un altro segnale per farti mollare»

IL RETROSCENA
ROMA Coloro che, figli in testa, gli consigliano ormai da settimane di preferire il Kenya ad un’altra campagna elettorale, hanno da ieri un argomento in più. Una vicenda, quella del rapimento del ragionier Spinelli, che Silvio Berlusconi è riuscito a tenere riservato - caso strano per uno come lui abituato a raccontare più o meno tutto - per più di un mese e che solo la Procura di Milano rivela dopo aver arrestato i responsabili. Una storia di soldi e ricatti che per il Cavaliere «è frutto del clima» e che ha contribuito non poco a fargli scendere il morale. Ieri nel Pdl in pochi hanno avuto l’ardire di commentare la vicenda. La prudenza è d’obbligo, ma non è solo la berlusconianissima Michaela Biancofiore a pensare che «si tratti dell’ennesimo messaggio in bottiglia per convincere Silvio a mollare». Malgrado tutto, ieri il diretto interessato si è mostrato assolutamente tranquillo con coloro che hanno avuto occasione di raggiungerlo al telefono ad Arcore. «Sono sereno», ha ripetuto il Cavaliere confermando la sua intenzione di essere questa sera a Roma per occuparsi anche del Pdl e del possibile, ma non probabile, ufficio di presidenza del partito che dovrebbe tenersi domani. Ai suoi, e lo stesso avvocato Ghedini lo sottolinea, il Cavaliere faceva notare di essersi affidato alla Procura di Milano subito dopo aver capito che era «gente che non scherzava».
LA TELEFONATA
La mattina del 16 ottobre è infatti il ragionier Spinelli a chiamare due volte Arcore da casa sua e in presenza dei rapitori. Chiede di parlare personalmente con Berlusconi. La scorta gli passa la telefonata solo dopo le otto di mattina. Berlusconi si è appena svegliato e fatica non poco a comprendere le parole del ragioniere più farfugliate del solito e più insistenti del normale. Il Cavaliere sostiene di aver capito che c’era qualcosa che non andava e, complice la sua diffidenza per i telefoni, gira la faccenda all’avvocato Ghedini. Poi incarica gli uomini della sua scorta a verificare quanto stia accadendo in casa del ragioniere che nel frattempo sarebbe stato portato ad Arcore per incontrare personalmente il Cavaliere in modo da spiegargli la faccenda. Berlusconi incontra il ragioniere che, visibilmente spaventato, viene poi messo al sicuro con la moglie a villa Gernetto. L’avvocato Ghedini consiglia la denuncia, ma Berlusconi impiega un giorno ancora prima di convincersi della pericolosità del gruppo che, a suo dire, non solo non aveva nulla di ciò che millantava, ma che non si erano fatti più vivi dalle parti di casa Spinelli. A preoccupare il Cavaliere è ovviamente il link che lega il ragioniere alle olgettine e qualcuna delle ragazze a giri poco chiari. Stavolta però, dopo ventiquattrore di indecisione frutto anche di precedenti esperienze fatte di minacce e lettere anonime, Berlusconi segue il consiglio e la mattina del 18 ottobre autorizza Ghedini e Longo a presentare denuncia. L’inchiesta viene avviata il giorno dell’udienza nella quale Berlusconi stringe la mano alla Boccassini e cancella non solo il pranzo con Monti, ma anche la trasferta a Bucarest. Per un intero mese, Berlusconi chiede a Ghedini «novità» senza ottenere grandi risposte. Ieri, e sempre di mattina presto, viene svegliato da Ghedini che gli annuncia gli arresti dei sei. Il Cavaliere si limita ad ascoltare e si informa sui tempi degli interrogatori dei sei. Il timore che tra loro possa esserci colui che, pur di limitare i danni, si appresti a raccontare «chissà quale storia», è fortissimo. Così come è forte il sospetto che questa storia, degna di un noir di provincia, non debba finire molto presto e che i sei si preparino, da dietro le sbarre, ad altri ricatti.

Il ragioniere che dava soldi alle Olgettine per le feste

IL RITRATTO
MILANO Un uomo che sta nell’ombra, in tutti i sensi. Giuseppe Spinelli ha compiuto 70 anni, ma pur essendo dal 1978 un uomo chiave della costellazione che ruota intorno a Berlusconi, di lui non si è praticamente mai sentito parlare fino al 2011, quando esplose la vicenda delle feste di Arcore. Spinelli è il contabile personale del Cavaliere, il suo borsellino, gestisce i suoi soldi, le sue proprietà, il suo argent de poche. Sposato con la signora Anna, una figlia, abitano in un condominio senza pretese a Bresso, paesone dell’hinterland milanese.
AFFITTI E REGALI

Riceve quasi ogni settimana la visita delle frequentatrici dei festini di Arcore, le cosiddette Olgettine a cui, per conto del capo, versa regolarmente denari per il loro mantenimento, paga affitti, allunga regalie extra nei momenti di difficoltà. A Ruby, che aveva già ottenuto molto da papi Silvio, diede ulteriori 8.500 euro. Ogni lunedì - «in rare occasioni anche il martedì» ha detto - il ragioniere dall’ufficio di Milano Due sale verso Arcore dove al capo fa il rendiconto delle entrate e delle uscite, gli porta mazzette di contanti, prende ordini su quanto dare a chi, senza fare domande, senza discutere: «Berlusconi mi conosce da una vita e sa che io non mi permetto mai di insistere con lui». Ragion per cui il Cavaliere, quando sente che Spinelli (sotto minaccia dei rapitori) insiste al telefono per imbastire una trattativa per acquisire le carte del Lodo Mondadori, «ha qualche perplessità e dice che mi farà chiamare dall’avvocato Ghedini».

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