Pietracamela Per la seconda volta andata deserta l’asta per la gestione delle sciovie. Il sindaco lancia una cordata
TERAMO Sono pronti a mettere in campo azioni eclatanti, come l'occupazione degli impianti di Prati di Tivo o della Provincia. I sindacalisti della Filt Cgil si dicono disposti a tutto, pur di non vedere scomparire 30 posti di lavoro nella provincia teramana. Tante, infatti, sono le persone, iscritte al sindacato, che prestano servizio direttamente sugli impianti. A questi va ad aggiungersi poi un altro centinaio di addetti riconducibili all'indotto, per un totale di circa 150 lavoratori. Il segretario provinciale Aurelio Di Eugenio parla chiaro e si unisce al coro di protesta unanime lanciato dal sindaco di Pietracamela, Antonio Di Giustino, dalle amministrazioni separate di Intermesoli e Pietracamela e dall'associazione albergatori. E' una situazione di vera emergenza quella denunciata dal primo cittadino il quale, non disposto a rinunciare ad una ricchezza del territorio, lancia una sorta di cordata in difesa del turismo montano. «Mettiamo a disposizione un budget di circa 50mila euro, dopo di che a intervenire dovranno essere gli enti preposti, primi fra tutti Provincia e Camera di Commercio, soci di maggioranza della Gran Sasso Teramana». La stessa Gran Sasso Teramana che ieri ha visto andare deserta, per la seconda volta, l'asta per la gestione degli impianti. Fumata nera. E la stagione sciistica è ancora a rischio. «Prendo atto della disponibilità del sindaco e degli operatori - commenta il presidente Mauro Bacchion - ma di scritto non c'è nulla ed è chiaro che non possono portare in consiglio di amministrazione una telefonata». Ma a questo punto cosa succederà? «Contiamo di partire con la manutenzione urgente», assicura Bacchion, anche se non si sa chi e come pagherà questi lavori. «Dobbiamo trovare un accordo con la Siget», aggiunge. E sulla chiamata in causa di Provincia e Camera di Camera di Commercio, Bacchion replica: «Il pubblico ha già investito 20 milioni di euro per le infrastrutture, è il momento che la gestione passi nelle mani del territorio. La stagione è a rischio, ma stiamo lavorando per salvarla».