Albergatori e amministratori di Pietracamela stanziano 50mila euro, la Gran Sasso Teramano promette un ulteriore risparmio sul canone: la società di Lanciano pronta a riprendere la gestione
TERAMO Più che la speranza è lo stillicidio del tempo che passa inesorabile a segnare le ultime ore di trattative per la gestione degli impianti di risalita ai Prati di Tivo. Come previsto nella peggiore delle ipotesi, anche la scadenza di ieri, la seconda indicata dalla Gran Sasso Teramano Spa, proprietaria delle strutture, è stata superata senza esiti positivi. Nessuna delle undiciditte invitate a presentare offerte si è fatta avanti, riproponendo così il risultato della prima gara andata deserta un paio di settimane fa. La proposta di gestione per cinque mesi non ha trovato interlocutori interessati neppure con la prospettiva di uno sconto del 20% rispetto al prezzo iniziale fissato in 100mila euro. La stagione invernale, che vivrà il suo momento culminante durante le festività natalizie, rischia di essere definitivamente compromessa. L'estremo tentativo di salvarla è legato a colloqui sempre più serrati a livello istituzionale e all'iniziativa di operatori turistici ed enti della zona montana. Una cordata formata da albergatori di Prati di Tivo, Comune di Pietracamela e amministrazioni separate di Pietracamela e Intermesoli mette sul piatto 50mila euro per abbattere ulteriormente il costo di affidamento degli impianti. «Il momento è molto delicato», spiega il sindaco Antonio Di Giustino, «non avremmo mai voluto arrivare a questo punto, confidiamo nella buona volontà di tutti per trovare una soluzione». Il contributo degli operatori turistici e delle tre amministrazioni alleggerirà il peso economico dell'operazione a carico del nuovo gestore. «Ci aspettiamo che anche la Provincia e la Camera di commercio, azionisti di maggioranza della Gran Sasso Teramano», sottolinea Di Giustino, «diano un segnale dello stesso tipo». L'iniziativa di operatori e amministratori montani, dunque, è anche una provocazione rivolta agli enti che controllano la società guidata da Marco Bacchion. «Rinuncino alla parte restante del canone», chiarisce Lello Candeloro, rappresentante degli albergatori, «considerato che la stagione turistica è alle porte e l'attività di promozione è saltata». A rischio non è solo l'immagine della stazione sciistica teramana, che doveva trovare il proprio rilancio nella realizzazione della cabinovia costata più di 11 milioni di euro, ma il lavoro di circa 200 addetti del settore. «Su alcune migliaia di euro», fa notare il vicesindaco di Pietracamela Corrado Bellisari, «giochiamo il futuro del nostro turismo montano». La Sangritana, società di trasporti di Lanciano che fino a settembre ha gestito gli impianti, sarebbe pronta a collaborare con la cordata tornando ai Prati, ma solo con la garanzia di un ulteriore sconto sul canone. I soci della Gran Sasso Teramano Spa, a cominciare da Provincia e Camera di commercio, dovrebbero coprire almeno in parte la quota rimanente del prezzo di gestione. Nel pomeriggio di ieri il consiglio di amministrazione della società, tramite l'intervento del senatore del Pdl Paolo Tancredi, ha ripreso il confronto con la Sangritana per trattare sul possibile affidamento diretto degli impianti. Bacchion ha espresso apprezzamento per l'iniziativa di operatori turistici e amministratori di Pietracamela, evidenziando però che la sua efficacia è subordinata all'individuazione di un nuovo gestore. Nel frattempo, i 45 giorni di lavoro necessari secondo la Siget, che fino a due mesi fa si è occupata della manutenzione degli impianti, porterebbero la scadenza per la riapertura delle piste oltre Natale. A premere è anche la Filt Cgil. «L'iniziativa di albergatori, Comune e amministrazioni separate va benissimo», affermano Luigi Scaccialepre e Aurelio Di Eugenio, «ma se non si trova una soluzione andranno chiarite le responsabilità».