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Data: 21/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Prati di Tivo, deserta anche la seconda asta

È andata deserta la seconda asta con relativo ribasso del 20% per l’affidamento degli impianti di risalita dei Prati di Tivo. La stagione invernale è compromessa: a rischio 250 posti di lavoro compreso tutto l’indotto. E a questo punto, con lo stop della cabinovia, a rischio anche l’arrivo degli 11 milioni di fondi Fas. Richiesto anche il risarcimento danni proposto dal sindaco di Pietracamela, Antonio Di Giustino, equivalente a cinque stagioni andate a male: «Tanti ne occorrono – dice lui – per raddrizzare gli effetti negativi di questa maledetta situazione». In queste ore frenetiche di consultazione tra gli addetti ai lavori e le istituzioni, si sta però vagliando una formula che prevede di riattivare almeno le restanti due seggiovie e lo skilift per mettere riparo ad una situazione drammatica per il turismo montano, ma a quanto pare resta un’opzione abbastanza remota, dal momento che avrebbe risvolti economici quasi nulli.
In questa triste cornice, prende forza l’iniziativa provocatoria, dice il sindaco di Pietracamela Di Giustino, di un personale intervento economico per rilevare la gestione degli impianti: i tre anni di affidamento alla Sangritana sono scaduti a settembre e nessuno si è presentato alle successive aste. A scendere in campo sono gli stessi albergatori di Prati di Tivo con 20 mila euro, l’amministrazione separata di Intermesoli con 10 mila euro e il Comune di Pietracamela con 20 mila euro. A questo punto mancherebbero per l’affidamento temporaneo (per il solo periodo invernale) della gestione degli impianti circa 30 mila euro: e qui il sindaco Di Giustino, assieme agli albergatori, fa appello ai maggiori azionisti della Gran Sasso Teramano (proprietari della cabinovia), cioè Provincia e Camera di Commercio, perché ci mettano una pezza.
Ma perché si è arrivati a questo punto? Il vice sindaco di Pietracamela, Corrado Bellisari, parla di incompetenza: «Si sapeva da tempo che la Sangritana che gestiva gli impianti si sarebbe ritirata perché tale affidamento comportava costantemente perdite, ma nessuno si è prodigato in tempo per trovare nuovi finanziatori». Infatti, ogni stagione invernale la Sangritana, che ora per la verità è chiamata a contribuire all’iniziativa di albergatori e amministratori, a detta di Bellisari «registrava perdite di esercizio di circa 170 mila euro a stagione invernale, compensate però in parte con le entrate estive». Per questa situazione, gli albergatori sono in grave imbarazzo a causa delle numerose prenotazioni per Natale e Capodanno, cui, allo stato attuale, non sanno dare chiaramente una risposta. L’aspetto lavorativo preme molto al sindaco Di Giustino: «Sono 250 famiglie che vanno a casa e 150 operai senza lavoro, tra cui i 30 della Siget che curano la manutenzione della cabinovia». Per molti comunque il danno è stato già compiuto perché sarà molto difficile raddrizzare la situazione che si presenta ormai compromessa. «E questo per incompetenza» torna a sottolineare Bellisari.

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