ROMA Per farlo possono bastare dieci minuti, a patto di avere buona memoria o, in caso contrario, bollette, libretto di circolazione e assicurazione sotto mano per inserire correttamente i dati. Il redditest, strumento di accertamento fai da te studiato per valutare in modo semplice se le proprie spese sono coerenti col reddito dichiarato, è da ieri on line sul sito dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it). Compilarlo, ha spiegato ieri il direttore generale Attilio Befera, «non è obbligatorio: se uno è tranquillo non lo usa». Ma a chiunque voglia scoprire se rischia o meno di subire un accertamento basterà un clic per scaricare il programma sul proprio computer: una volta inseriti i dati richiesti, che non saranno trasmessi all’Agenzia e resteranno noti solo al contribuente, spingendo sul pulsante «stima coerenza» si avrà il verdetto: luce verde se il rapporto spese/reddito è congruo, rossa in caso contrario. Il modulo individua cinque aree territoriali e sette macro-categorie: abitazione, spese per l’abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, spese varie. Prima di cominciare, occorre indicare la tipologia di famiglia (undici quelle individuate), e in tempi di nuclei allargati e articolati, la risposta può rivelarsi meno semplice del previsto. Esempi utili si possono trovare nella sezione F.a.q, dove sono elencate le domande più frequenti, oltre che su un filmato e un cartone animato caricati anche su YouTube: per esempio, una coppia non sposata che vive con due bambini (magari solo di uno dei due conviventi) è considerata «coppia con due figli», mentre una zia che vive col nipote va in «altre categorie». Il reddito familiareva considerato come la somma del reddito lordo dichiarato da ciascun componente, e a questa vanno aggiunti i redditi per i quali non c’è l’obbligo di dichiarazione. Per le abitazioni vanno indicate le quote di proprietà di ciascuno, allo stesso modo, in caso di affitto stipulato per esempio da due contraenti, il canone va suddiviso. Per la voce trasporti, viene richiesta la potenza in kw dei veicoli, quindi meglio dotarsi di libretto di circolazione. Altra perplessità può suscitare la voce «contributi e assicurazioni»: va considerato per esempio il premio Inail versato dalle casalinghe, ma non i contributi versati dal datore di lavoro per i dipendenti. Tra le spese richieste, anche quelle per palestra, pay tv, vacanze e possesso di cavalli, mentre quelle per alimentari e abbigliamento sono calcolate in modo automatico dal programma in base ai dati Istat.