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Data: 21/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensionati sempre più poveri e le italiane tornano a servizio

ROMA Li vedi che si aggirano tra gli scaffali dei supermercati a caccia di offerte. Li vedi che affollano i discount e anche i triscount, rassegnati a rinunciare anche a quello che una volta era un must per l’italiano medio: la qualità a tavola. Non potrebbero fare diversamente. L’ultima conferma arriva dall’Inps: la metà dei pensionati italiani vive con un reddito previdenziale che non arriva a mille euro al mese. Si tratta di sette milioni e duecentomila persone. Di questi il 17%, non raggiunge nemmeno i 500 euro al mese. E allora c’è poco da stupirsi se dai dati Inps emerge anche un altro fenomeno che ci fa ritornare indietro di svariati decenni: le donne italiane stanno tornando a fare le domestiche, un lavoro che sembrava appannaggio ormai solo delle straniere. Le colf e le badanti italiane sono il 20,5% del totale (+2,5%): erano poco meno di 120.000 nel 2008 ora sono più di 143.000. In ogni caso le famiglie che una domestica se la possono permettere diminuiscono. Anche perché da quando è scoppiata la crisi, il potere di acquisto delle famiglie italiane non è riuscito a stare appresso all’inflazione: nel 2011 rispetto al 2007 la perdita reale è del 5,2%.
È un’Italia che scivola sempre più verso la povertà, quella fotografata dall’Inps che ieri ha presentato il bilancio sociale del 2011. Uno scenario che preoccupa non poco la Cgil, il Pd e le associazioni dei consumatori. La crisi economica ha falcidiato il lavoro: su 13 milioni di lavoratori dipendenti nel 2011, quasi 4 milioni hanno usufruito di un ammortizzatore sociale tra cassa integrazione, mobilità e disoccupazione (per una spesa Inps pari a 19,1 miliardi di euro). In molti il lavoro lo hanno perso. Tra il 2009 e il 2011 i dipendenti privati in Italia sono diminuiti dello 0,6%. Le principali vittime sono gli under 30 (-11,3% nel triennio, -6,8% nel 2011). Intanto, nonostante la stretta della riforma Fornero non fosse ancora in vigore, il numero dei nuovi pensionati nel 2011 è calato (-12,8% rispetto al 2010) attestandosi a 540.334 soggetti. E così i trattamenti assistenziali (-16,5%). Chi in pensione è riuscito ad andarci, ora si deve accontentare di assegni bassi. Solo il 24% ha importi tra 1000 e 1500 euro, mentre le cosiddette pensioni d’oro, quelle oltre i tremila euro, riguardano solo il 2,9% dei pensionati.
L’importo medio della singola pensione è di 780 euro. Oltre un quarto dei pensionati, comunque, percepisce più di una pensione. Cosicché il reddito pensionistico lordo nel 2011 si attesta a 1.131 euro (1.366 euro per gli uomini, 930 per le donne). Notevole la differenza a livello territoriale: 1.238 euro al Nord, 1.193 al Centro, 920 al Sud.

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