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Data: 21/11/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Una famiglia su cinque a rischio accertamenti. Befera: «Dalle simulazioni spese non coerenti con i guadagni dichiarati» Da gennaio il nuovo redditometro. Sarà applicato dall’anno d’imposta 2009

ROMA Non è ancora entrato in vigore, ma il nuovo redditometro – strumento a cento voci che a partire da gennaio misurerà la coerenza tra le spese delle famiglie e il loro reddito – ha già individuato come potenziali evasori 4,3 milioni di famiglie, circa il 20 per cento del totale, un numero che rischia di accomunare ai furbi pure gli onesti. La sentenza è arrivata dopo una simulazione eseguita dell’Agenzia delle entrate sull’intera platea dei contribuenti: un nucleo familiare su cinque sostiene spese che non sono coerenti con i redditi, e un milione di persone con esborsi rilevati denuncia redditi «vicini allo zero». Il tasso di irregolarità – spiega l’Agenzia – appare «maggiore nel reddito di impresa e nel reddito di lavoro autonomo. Dalla statistica sono emersi anche fenomeni riconducibili a locazioni omesse o parzialmente dichiarate, e a redditi in nero di lavoratori dipendenti». Nel giorno in cui presenta il «redditest», programma anonimo di autodiagnosi studiato per consentire ai cittadini di capire se le spese sforano in modo incongruo il reddito dichiarato, il direttore generale dell’Agenzia Attilio Befera sceglie tuttavia il profilo rassicurante: «Se uno non è evasore e spende quanto guadagna o ha risparmiato non ha nulla da temere. Il problema l’avrà chi evade, perché danneggia la nostra economia». I guardiani del fisco, insomma, promettono cautela: «La non coerenza non rappresenta automaticamente un’evasione». E situazioni di marginalità economica «non vengono considerate». Il campanello d’allarme Il nuovo redditometro, previsto dalla manovra estiva del 2010, sarà utilizzabile a partire da gennaio, una volta approvato il relativo decreto ministeriale, e sarà applicato a partire dall’anno di imposta 2009: «Noi lo adopereremo con la massima cautela e solo per differenze eclatanti tra esborsi e redditi dichiarati» dichiara Befera, «perché la mancata coerenza potrebbe avere mille giustificazioni, ovvero redditi esenti, redditi tassati alla fonte - come i redditi di capitale – redditi da regali o donazioni». Il campanello d’allarme suonerà quando il divario supererà il 20 per cento, ma anche in questo caso l’Agenzia dovrà rispettare «la garanzia del doppio controllo obbligatorio»: dovrà cioé dialogare con il contribuente per dargli la possibilità di spiegare le ragioni dell’incongruenza e fornire al fisco «prova contraria» della presunta evasione. Per capire se la propria situazione è a rischio, da ieri ciascun contribuente può ricorrere al redditest (il software si può scaricare in pochi secondi dal sito www.agenziaentrate.gov.it): «Non è uno strumento obbligatorio – sottolinea Befera – è un programma a disposizione dei cittadini e lo userà chi ha dei dubbi, qualche reddito non dichiarato. Non è necessario che il contribuente tenga la contabilità delle spese e dei redditi». Cento voci di spesa Dalle semplici utenze domestiche alle auto, fino al possesso di barche e cavalli, senza escludere risparmi, assicurazioni, mutui e pagamenti a tour operator, il nuovo redditometro misurerà la nostra vita in base a quelli che l’Agenzia considera «elementi certi» (spese sostenute e spese medie risultanti dall’analisi annuale dell’Istat e non riferite a dati presunti): saranno articolati in nove macro-categorie dai beni durevoli fino al tempo libero. «Chi paga le imposte e compra la barca ben venga, anzi anche due – commenta Befera – non è l’acquisto, ma le spese di manutenzione e di ormeggio che saranno differenti a seconda del tipo di barca, della sua età e funzionalità». Grillo: serve il “politometro” Le polemiche seguono a ruota la conferenza stampa di Befera sui nuovi sistemi di accertamento sintetico. «Serve un “politometro” per misurare la ricchezza posseduta da politici e funzionari pubblici negli ultimi vent’anni, dice il leader Cinque stelle Beppe Grillo. «In Italia molti vivono dei prestiti dei parenti per sopravvivere, o attingono ai risparmi, sono anche loro potenziali evasori?» si chiede. Critici anche il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, che definisce il redditometro uno «strumento illiberale perché alimenta una logica di sospetto», e Massimo Bitonci, Lega nord, che parla di «spinta ulteriore a limitare i consumi». Ok al redditometro dalla Cgia di Mestre, ma il presidente degli artigiani Giuseppe Bortolussi chiede trasparenza sui metodi di calcolo dei coefficienti e invita l’amministrazione a «scovare i grandi evasori».

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