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Pescara, 26/03/2026
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Data: 21/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso Spadaccini, il processo resta a Pescara

Si terrà a Pescara il processo per la maxi evasione fiscale da 90 milioni di euro che vede quale principale protagonista l'imprenditore Giuseppe Spadaccini e con lui altri tredici imputati fra cui il notaio Massimo D'Ambrosio che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.
Il gup di Pescara, che deve decidere sull'eventuale rinvio a giudizio, ieri mattina ha rigettato tutte le eccezioni delle difese. la principale mirava allo spostamento del processo a Roma, dove hanno sede alcune delle più importanti società di Spadaccini. E' passata dunque la linea del Pm Mirvana Di Serio che aveva ribattuto, con una memoria, punto su punto alle numerose eccezioni degli imputati: dalle presunte irregolarità nell'effettuazione delle intercettazioni telefoniche alla nullità degli atti di indagine oggetto di rogatoria internazionale L’accusa ruota attorno alle società fittiziamente costituite in Portogallo, a Madeira, dove vige un regime fiscale favorevole. Decisiva, per radicare la competenza, la considerazione che «a Pescara si svolgeva l'attività organizzativa e decisionale dell'associazione per delinquere, visto che tutte le direttive, gli ordini e le disposizioni volte a gestire le società esterovestite e a raccordare le attività illecite delle società Bytols e Petillant con quelle italiane dello Spadaccini - come ha scritto il pm Di Serio - e comunque tutte le attività illecite degli associati, provenivano dallo studio L.M. operante a Pescara». Ed è proprio in questo studio professionale che sono state sequestrate a suo tempo le carte più importanti.
E ieri dunque si è andati avanti con l'interrogatorio di alcuni imputati come la portoghese Maria Tereza Trinidade Correira che, da semplice segretaria come si è sempre definita, era la legale rappresentante di tutte le società che avevano sede nello stesso appartamento di Madeira: secondo l'accusa semplice testa di legno.
Il passaggio più interessante è stato l'interrogatorio del notaio D'Ambrosio che, forte della decisione della Cassazione che annullò il suo arresto, con una memoria di 200 pagine e con una corposa consulenza tecnica depositata ieri, tenterà di smontare le accuse a suo carico. Lo farà con il rito abbreviato sul quale dovrà decidere separatamente, e dunque dopo uno stralcio, lo stesso giudice De Ninis molto probabilmente alla prossima udienza dell'11 dicembre. I suoi, ha anticipato ieri, non sarebbero stati atti notarili, ma scritture private autenticate. .

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