L’AQUILA Anche i lavoratori di Enel gas, dopo i colleghi di Enel distribuzione, protestano per la riduzione della busta paga per via delle trattenute conseguenti alla restituzione al 100 per 100 dei contributi previdenziali. Lo denunciano i componenti della Rsu Mimmo Iovannitti ed Ernesto Di Nardo. Sulla vicenda interviene la Cgil tramite il segretario Umberto Trasatti. «Insieme alle istituzioni, alle associazioni imprenditoriali e ai sindacati», si legge in una nota, «la Cgil sosterrà fino in fondo la battaglia che questo territorio ha messo in campo per confermare l’abbattimento al 40% delle tasse e dei contributi sospesi. Una battaglia resa ancora più giusta e urgente dalla richiesta di restituzione dei contributi, senza alcuna riduzione, che l’Inps e l’Inail hanno rivolto alle imprese. Per quanto ci riguarda, crediamo che la mobilitazione delle forze sociali e delle imprese sia sacrosanta, e tuttavia non possiamo accettare il fatto che alcune aziende stiano chiedendo ai loro dipendenti di restituire i contributi, una restituzione che non compete ai lavoratori e alla quale, se l’Inps e l’Inail continueranno a non applicare la riduzione al 40%, ci opporremo in tutti i modi». Al riguardo la Cgil ha deciso di inviare una diffida agli imprenditori in relazione alla restituzione dei contributi sospesi L’unica norma a oggi vigente sulla restituzione dei contributi sospesi è la già citata legge 183 del 2011. «Si consideri altresì», è scritto nella diffida, «che, a parere della Cgil, non possono essere considerate aiuti di Stato le agevolazioni concesse ai lavoratori, non rientrando, tra l’altro, questi ultimi tra i beneficiari del de minimis, e quindi destinatari della circolare Inps 116 del 19 settembre 2012 che, si ricorda, non ha alcun valore di legge». «Tanto dedotto e premesso», si legge nella nota del sindacato, «la nostra organizzazione sindacale diffida ogni azienda dal trattenere in busta paga le somme dovute a titolo di restituzione dei contributi per quote superiori da quanto previsto dalla vigente normativa, ossia il 40%, come da trattenute già eseguite dal mese di gennaio 2012. In difetto ci sentiremo costretti, nostro malgrado, a tutelare i diritti dei nostri assistiti nelle sedi che riterremmo più opportune». Fin qui l’iniziativa e le argomentazioni della Cgil. Ma accanto all’iniziativa sindacale è verosimile che, nei prossimi giorni, ci saranno reazioni a raffica da parte di enti e istituzioni. Da più parti, comunque, si annunciano manifestazioni di protesta per evitare che si torni indietro di tre anni, come dicono i lavoratori dell’Enel che sono stati i primi a insorgere.