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Data: 21/11/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
Grillo lancia il politometro: «Misuriamo la ricchezza dei politici»

La proposta. Il comico attacca sul suo blog: valutiamo i redditi di deputati e senatori prima che entrassero in politica e dopo il loro impegno

Tutti potenzialmente evasori. Tutti gli italiani spiati dal Fisco. E i politici? È Beppe Grillo a chiedere che i controlli dell’Agenzia delle Entrate siano soprattutto rivolti verso deputati, senatori, consiglieri regionali e colleghi per valutare quanto (e come) si siano arricchiti con la politica. Non è la prima volta che il comico genovese si esprime sul tema. La prima cosa che i parlamentari 5 Stelle faranno alla Camera e al Senato, ha ripetuto Grillo, sarà stilare un elenco dei politici e dei loro familiari stipendiati dalla pubblica amministrazione con i redditi dichiarati prima che fossero eletti e quelli dopo. Una strategia che il blog di Grillo ha già seguito con la «mappa del potere», pubblicata on line, che ricostruisce legami e conflitti d’interesse tra i consiglieri delle società quotate in Borsa. Anche adesso il comico non usa mezzi termini: «Vorrei integrare la proposta del redditometro con il "politometro". Uno strumento che valuti la differenza tra ricchezza posseduta dai politici e dai funzionari pubblici dall’atto della loro nomina nell’arco degli ultimi vent’anni. Non è difficile realizzare un’applicazione che faccia la differenza tra patrimonio attuale (P2), patrimonio iniziale (P1) più il reddito ufficialmente percepito nel periodo (C). Quindi - prosegue - il risultato, che chiameremo Z, sarà dato da Z = P2 - (P1 + C). Se Z sarà superiore a 0, escludendo partite straordinarie come eredità o vincite al Superenalotto, la differenza dovrà essere restituita alle casse dello Stato con l’aggravio fiscale del 60%. Il politometro potrebbe essere applicato dalla prossima legislatura. Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere». Ma non è tutto. Grillo sottolinea la necessità di colpire gli evasori, soprattutto i grandi. Tuttavia precisa: «La dichiarazione dell’Agenzia delle Entrate odierna chiama in causa 4,3 milioni di famiglie che potenzialmente evadono il fisco. Lo afferma lo staff di Befera, in virtù di un algoritmo, "il redditometro", che valuta entrate e spese. In sostanza, se uno spende più di quanto guadagna, potrebbe dover dimostrare dove ha preso i soldi. In Italia, come sanno anche i cani, molte famiglie vivono di prestiti dei parenti per sopravvivere o attingono ai risparmi. Sono anche loro potenziali evasori? Quello che disturba non è la lotta all’evasione in sè - conclude - ma l’accanimento mediatico, nel voler far passare gli italiani come popolo di evasori, come se la causa del disastro economico, di cui non si vede la fine, non sia attribuibile al debito pubblico, alla corruzione, alla totale incapacità e rapacità nell’amministrare la cosa pubblica».

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