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Data: 22/11/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
Sprechi e stipendi d’oro, la Finanza all’EavBus. Non solo il fallimento: la procura della Corte dei Conti fa sequestrare bilanci e contratti

Nel lunedì nero dei trasporti pubblici in Campania, con il blitz della Finanza negli uffici EavBus, si consuma l'ennesima giornata di passione per l'azienda di mobilità dichiarata fallita dal tribunale di Napoli. Solo in tarda serata, poco prima del termine perentorio della mezzanotte, è stato siglato a vantaggio dell'Eav holding il contratto di comodato gratuito, per 30 giorni, della società fallita «in modo da non interrompere la prestazione del servizio ed avere il tempo necessario per definire un piano di intervento adeguato sotto il profilo sia giuridico, sia finanziario, sia economico». Ma prima di arrivare alla firma del contratto (da un lato Nello Polese manager di Eav holding, dall'altro la curatela fallimentare composta da Astolfo Di Amato, Sergio Sciarelli e Maurizio Siciliani) si sono vissuti momenti drammatici. In mattina il giudice delegato del fallimento, Aldo Cennicola, autorizza «in via eccezionale, ed anche in considerazione dei rilevantissimi interessi pubblici coinvolti, l'esercizio provvisorio dell'EavBus fino alle ore 24 del 20 novembre, termine non prorogabile». Nello stesso tempo il magistrato «ha inoltre, autorizzato i curatori (Astolfo Di Amato, Sergio Sciarelli e Maurizio Siciliani) a rispondere positivamente alla richiesta della Eav holding di ricevere in comodato gratuito, per 30 giorni, l'azienda della società fallita». Sembra tutto fatto: la curatela prepara il contratto che sottopone alla firma di Nello Polese, ribadendo che «la soluzione del comodato gratuito è l'unica che può consentire la prosecuzione del servizio, atteso che la curatela fallimentare non può esercitare una azienda che genera sistematicamente e mensilmente perdite molto significative». Ma Nello Polese prende tempo prima di firmare. Assieme a Paolo Como, commissario liquidatore dell'EavBus, iniziano una serie di frenetiche consultazioni a Palazzo Santa Lucia. Il tema centrale, tanto per cambiare, sono i soldi. I manager di Eav holding, anche alla luce delle ispezioni della Finanza, temono un salto nel buio. Servono le garanzie economiche della Regione, servono i soldi per garantire trenta giorni di gestione di un'azienda con 1300 dipendenti e 593 autobus. Alle 19 la situazione sembra precipitare, il contratto non viene firmato e i tre esponenti della curatela sono pronti a ratificare la cessazione delle attività. Il problema economico è evidente: per questi 30 giorni servono soldi «freschi», non si può procedere come per le altre aziende non fallite con il rinvio al cronico buco di bilancio. E, soprattutto, non si possono mettere a repentaglio Circumvesuviama, Sepsa e MetroNapoli Nord-Est. Polese si mette allora in contatto con l'avvocato Sandulli, incaricato anche del ricorso avverso al fallimento. Si cerca una soluzione legale e una mediazione con la curatela: telefonate incrociate e confronto serrato. Interviene anche l'assessore Vetrella che incontra in maniera riservata Polese, un passaggio forse decisivo. Come sicuramente determinante è l'intervento del governatore Caldoro che tesse l'ennesima tela diplomatica in questa vicenda. Polese esce da Palazzo Santa Lucia con da un lato le garanzie legali e dall'altro l'impegno politico della Regione di non abbandonare Eav holding. Intorno alle 21 i manager Eav si recano nell'ufficio di Maurizio Siciliani, a piazza Amedeo. Il confronto è diretto. La curatela, forte del mandato del giudice delegato, presenta il contratto di comodato gratuito e, finalmente, Nello Polese, alle 21.30, lo sigla. Da oggi e per 30 giorni EavBus sarà gestita direttamente dalla holding regionale. Con una missione chiara: «definire un piano di intervento adeguato sotto il profilo sia giuridico, sia finanziario, sia economico». La passione di EavBus, di 1300 lavoratori e dei viaggiatori durerà almeno un altro mese.

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