Nel centrosinistra un gruppo di industriali spinge per la candidatura di Mattoscio a governatore
PESCARA Iniziano le grandi manovre in vista di una stagione densa di appuntamenti elettorali. In Abruzzo il voto per le politiche si intreccia con quello per le regionali. Nel centrodestra sembra scontata la ricandidatura alla presidenza della Regione di Gianni Chiodi, anche se le scosse di assestamento che interessano il Pdl a livello nazionale potrebbero schiudere le porte a nuovi e inaspettati scenari. Chiodi vorrebbe tentare l'assalto al Parlamento, sull'onda dell'interesse suscitato nel Paese con il risanamento dei conti regionali e l'annuncio della riduzione delle tasse. Il presidente nega, ma aveva fatto la bocca a un ruolo di grande rilievo in proiezione nazionale. Il dissolversi di una tale ipotesi, però, non gli impedisce di ambire a un posto in Parlamento. Una sua candidatura alle politiche è possibile e non produrrebbe conseguenze nefaste sulla Giunta abruzzese. La carica di presidente della Regione, infatti, non pone un vincolo di ineleggibilità alla Camera o al Senato, ma soltanto un problema di incompatibilità. Se le elezioni politiche, come sembra, si terranno il 10 e l'11 marzo, Chiodi avrebbe la possibilità di candidarsi, affidando al vicepresidente della Regione la gestione del periodo di vacatio. Alla Commissione parlamentare, infatti, occorrono mesi per decretare l'incompatibilità. Chiodi, dunque, sarebbe costretto a scegliere solo sul finire dell'estate, quando il suo mandato alla Regione giungerebbe a scadenza naturale. Anche il centrosinistra è in gran fermento. Le ambizioni del senatore Legnini, che vorrebbe tentare la corsa alla presidenza della Regione, trovano più di un riscontro, a partire dallo smarcamento nei confronti dei vertici del Pd in occasione della battaglia sul riordino delle Province. Gli altri uomini forti del partito non staranno a guardare e sia il segretario regionale, Silvio Paolucci, che il capogruppo in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, si giocheranno fino in fondo le proprie carte. Alla finestra c'è anche Luciano D'Alfonso, che se dovesse uscire indenne dalle inchieste giudiziarie sarebbe pronto a tornare in pista. Nelle ultime ore, tuttavia, sta prendendo corpo un ulteriore scenario, che decreterebbe l'abbraccio tra il centrosinistra e i poteri forti della regione. Fonti bene informate riferiscono di una cena, alla quale avrebbe preso parte anche il presidente regionale di Confindustria, Angelucci, nel corso della quale un influente gruppo di imprenditori avrebbe espresso il proprio gradimento per una candidatura di Nicola Mattoscio, presidente della fondazione Pescarabruzzo, alla guida della Regione. I nodi da sciogliere sono ancora tanti, a partire dal sistema delle alleanze fino al metodo per la scelta del candidato. Se il centrosinistra confermasse di voler ricorrere alle primarie, ci sarebbe già un primo candidato: il capogruppo regionale dell'Idv, Carlo Costantini, si è detto pronto a correre per la poltrona di presidente e non ha nascosto di essere allettato dall'idea di un'eventuale rivincita contro Chiodi. Costantini, però, dovrà prima uscire vivo dalla valanga che rischia di travolgere l'Idv dopo i casi Maruccio e Di Pietro