Il leader di Sel fa il pienone nel Polo tecnico della Provincia: coi soldi dei cacciabombardieri costruiamo scuole sicure
CHIETI Lavoro, scuola e welfare, Vendola ammalia il pubblico del Nicolini. Nel polo tecnico della Provincia ci sono tanti simpatizzanti, ma anche curiosi di tutte l'età. Manca quasi il respiro, tanto è gremita la sala, e lui richiama la sinistra italiana a una profonda riflessione sulle proprie colpe. «Se i lavoratori sono soli», dice Nichi Vendola, «la sinistra si deve fermare e riflettere, forse è stata lungamente in vacanza». In un Abruzzo martorizzato dalla crisi occupazionale lui, candidato alle primarie del centrosinistra, parla da presidente della regione Puglia, con la concretezza di chi ogni giorno deve fare i conti con l'arte del governare. Cita l’esperienza del distretto delle calzature di Barletta, in una provincia dove non è lontano il ricordo di realtà produttive similari. «Era in crisi, ho chiamato le aziende», racconta, «seguo sempre con interesse i dati dell’Inail e dell’infortunistica sul lavoro. Ho proposto di pensare al mercato delle calzature per la sicurezza, non sono mancati nostri finanziamenti sull'innovazione e la tecnologia, non a pioggia, ed oggi il distretto di Barletta delle calzature di sicurezza è il primo al mondo. In Italia manca da anni una seria politica industriale e investimenti sull’innovazione. Io ho deciso di irrorare di cultura e sapere d’impresa i campi della produzione». Il leader di Sinistra, ecologia e libertà punta a un governo vicino ai lavoratori, che «non interpreti l’interesse generale», afferma, «con gli occhi di Sergio Marchionne, più bravo come finanziere che come imprenditore». La politica deve guardare ai bisogni reali del Paese, «che più di macchine, ha bisogno di diritto alla mobilità, quindi più trasporto pubblico ed efficiente». Ripercorre la storia dell’Italia e l’emancipazione delle classi proletarie. Lo fa con parole di Croce, Gramsci, Pasolini e Pratolini. Conquista il suo uditorato, dove non mancano politici di Sel, come Gianni Melilla e Franco Caramanico, ma anche del Pd, come Francesco Ricci. Ai giovani, come Arianna e Chiara, 18 anni piace perché: «E' più preciso e concreto di altri». Luigi, 39 anni, docente precario, aggiunge: «Rappresenta un’altra visione del mondo, in controtendenza su welfare e scuola». Difende il sistema sanitario per tutti Vendola. «Se un bambino si ammala di leucemia in Italia abbiamo scelto di farcene carico fino all’ultimo respiro, senza badare alla convenienza economica. Per la scuola ferita a morte dalla riforma Gelmini», continua, «rinuncerei all’acquisto dei cacciabombardieri per costruire edifici nuovi, visto che ce ne sono 3mila a rischio crollo».
Vendola fa il pieno e conquista la folla
Il leader di Sel a Teramo parla con gli studenti e plaude alle occupazioni: riempite le piazze, io sto dalla vostra parte
TERAMO Hanno lasciato il palco ai giovani. I dirigenti di Sinistra ecologia e libertà ieri pomeriggio si sono seduti in platea, tra i tanti sostenitori e simpatizzanti che hanno affollato la sala polifunzionale di via Comi, per ascoltare Nichi Vendola. Il leader del partito, candidato nelle primarie del centrosinistra che si terranno domenica, ha fatto tappa in città nel tour abruzzese a chiusura della sua campagna. Ad accoglierlo, oltre ai vertici del partito con in testa i segretari regionale, provinciale e comunale Gianni Melilla, Tommaso Di Febo e Roberto Romualdi, c'erano tanti giovani. Dopo il saluto iniziale di Vincenzo Cipolletti, coordinatore dei comitati teramani per Vendola, sono state proprio due studentesse delle scuole superiori occupate a introdurre l'intervento del candidato. Entrambe le ragazze, Lucrezia e Sara, hanno fatto domande sul sistema scolastico e sulle responsabilità del centrosinistra nei danni che gli sono stati provocati. ll leader di Sel non si è sottratto al confronto sottolineando come le colpe della coalizione sono di fatto relative all'idea della gestione manageriale delle scuole. «E' miracoloso che gli studenti siano tornati a riempire le piazze e a occupare gli istituti», ha evidenziato, «hanno il diritto, anzi il dovere di farlo». Il tema centrale della campagna del governatore della Puglia è il lavoro. Su questo argomento Vendola ha battuto, evocando una delle figure che spesso ricorrono nei suoi discorsi: la mondina che lavorava nelle risaie. «ll lavoro dev'essere libertà», ha evidenziato, «superamento della precarietà e del ricatto. I giovani, invece, possono solo contare su occupazioni instabili, per cui la sinistra ha il compito di riproporre condizioni di lavoro accettabili». «La modernità», ha scandito Vendola, «è ripristinare integralmente l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori». Sulle alleanze il leader di Sel ha sottolineato la necessità di creare un'ampia maggioranza con il cuore che batte a sinistra. «Non so se ce la faremo», ha concluso, «ma per me è fondamentale provarci». Di Febo ha evidenziato la massiccia partecipazione all'incontro. «E' la dimostrazione», ha osservato, «di come tutto il lavoro che stiamo facendo per le primarie sta dando risultati».