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Data: 22/11/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le primarie (c-dx) - Duello Berlusconi-Alfano, le primarie slittano. Oggi riunione con i coordinatori regionali del Pdl. Già nove i candidati sicuri

Tesa riunione a palazzo Grazioli. Il Cavaliere: spreco inutile
E il segretario mette di nuovo sul piatto le dimissioniPossibile uno scivolamento al 13 gennaio.

ROMA «Se non riusciamo a farle sono pronto a dimettermi». Ancora una volta Angelino Alfano deve metterla giù dura per spuntare da Silvio Berlusconi quella sorta di «nihil obstat» che dovrebbe permettere al segretario di mobilitare tutto il Pdl per le primarie. Un paio delle cinque ore di riunioni e faccia a faccia, svoltisi tra palazzo Grazioli e via dell’Umiltà, sono servite ad Alfano - supportato da Letta - per convincere il Cavaliere a non mettersi di traverso. Alla fine i due la spuntano, anche se l’ex premier si guarda bene dal mettere la faccia, e soprattutto la firma, sulla nota che convoca per oggi una riunione con i coordinatori regionali del partito che si dovrebbe tenere intorno alle due in via dell’Umiltà.
Berlusconi non dovrebbe partecipare alla riunione ma è pronto a cavalcare tutto lo scontento della base pur di frenare una consultazione che considera «dannosa», «senza regole», «con troppi candidati» e a rischio «boomerang». Malgrado lo scontro sia stato durissimo, anche se avvenuto a porte chiuse e non davanti a cinquanta persone come nell’ultimo ufficio di presidenza, Alfano sembra averla per ora spuntata e avrebbe già pronta la data alternativa al 16 dicembre: il 13 gennaio. Un modo per accontentare coloro che giudicano «troppo vicina la data di dicembre», ma c’è chi chiederà oggi ulteriori slittamenti. Magari per far coincidere la consultazione con il 26 gennaio, giorno della discesa in campo del Cavaliere. I problemi però sono ancora molti: pratici e più squisitamente politici. A cominciare dai soldi, che nelle casse gestite da Crimi non ci sono e non basteranno certo i due euro, che verranno versati da coloro che intendono partecipare, a finanziare la campagna per la scelta del candidato premier del Pdl. L’intrecciarsi delle campagna per le primarie con la possibile conclusione della legislatura (le camere dovrebbero essere sciolte il 15 gennaio per andare all’election day il 10 marzo), rischia di rendere ancor più in salita la possibile modifica della legge elettorale. Un’antipasto del progressivo irrigidimento del Pdl si è avuto ieri quando La Russa ha minacciato «l’ostruzionismo» se il premietto andasse al partito e non alla coalizione. I colonnelli di An attualmente in rotta con la Meloni per la sua candidatura alle primarie, restano i maggiori sponsor di Alfano. A patto però che il segretario dica un no secco ad un Monti-bis, in qualunque salsa dovesse venir proposto, e metta a tacere tutti coloro, come l’ex ministro Frattini, che puntano a spacchettare il Pdl in modo di arrivare ad una federazione che distingua i destini degli ex azzurri dagli ex missini.
Ancor più complicato il nodo della pletora di candidature che ieri sera ha spinto Guido Crosetto, uno dei possibili concorrenti alla carica di candidato premier, ad avanzare seri dubbi sulla sua partecipazione. Ieri Alfano sperava di ottenere dal Cavaliere un preventivo sostegno allo sfoltimento della rosa da effettuare attraverso un meticolosissimo controllo delle firme. «Saremo generosi e non faremo i pignoli», spiegava invece in serata Ignazio La Russa che, molto pragmaticamente, preferisce un candidato in più che una sequela di carte bollate. Fatto sta che se il visto sarà di manica large e gli annunciati controlli telefonici verranno drasticamente ridotti, il Pdl rischia di mettere in corsa una decina di candidati. Per ora sembrano aver consegnato le firme, oltre ad Alfano, la Meloni, la Santanchè, Samorì, Galan e Cattaneo. In dirittura ci sarebbero quelle della Biancofiore, di Crosetto e di Sgarbi. Inutile dire che senza un intervento diretto del Cavaliere sarà molto difficle far desistere Sgarbi o Samorì o la Santanchè. Il Cavaliere però non vuole entrare in nessun modo in una iniziativa che considera «inutile» e «costosa». Continua a segnare la sua distanza rispetto ad un Pdl che considera «alla deriva» e, ovviamente, si prepara a rispolverare il vecchio e inossidabile simbolo di Forza Italia. Da usare, se possibile, con l’attuale Porcellum.

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